Conca d'Oro, accordo col Comune| Decathlon pronto ad aprire? - Live Sicilia

Conca d’Oro, accordo col Comune| Decathlon pronto ad aprire?

La giunta approva un atto di indirizzo per concedere a Zamparini di aprire un negozio al piano terra del centro di municipalità, in cambio del restauro del baglio San Gabriele. Filoramo (Pd): "Il Comune continua a non guadagnarci nulla".

filoramo (pd): "palermo ci perde"
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PALERMO – Il piano terra del futuro centro di municipalità in cambio dei lavori di ristrutturazione del settecentesco baglio San Gabriele, alle spalle del Velodromo. Ecco l’ultimo tassello del grande accordo tra Palazzo delle Aquile e l’imprenditore friulano Maurizio Zamparini, patron del Palermo calcio ma anche proprietario del centro commerciale Conca d’Oro, che potrebbe consentire al noto marchio Decathlon di aprire i battenti in città.

Quella che finora era un’indiscrezione giornalistica, la scorsa settimana è divenuta realtà con una delibera della giunta Orlando che ufficializza un accordo che per il momento è tutto sulla carta, visto che dovrà passare dal consiglio comunale, ma che non manca di agitare le acque a Sala delle Lapidi. L’asse Zamparini-Orlando negli ultimi tempi è più attivo che mai: non solo la convenzione per il Renzo Barbera, ma soprattutto il ritrovato feeling sul nuovo stadio.

E proprio su quest’ultimo fronte si registra la realizzazione di una delle condizioni, ovvero il permesso di far aprire un negozio (e le voci parlano di Decathlon) al piano terra di quella palazzina il cui primo piano Zamparini ha promesso al Comune, gratis, per almeno dieci anni. Il Conca d’Oro, infatti, è stato costruito solo grazie a una variante al Prg, visto che era tutta zona verde: una variante giustificata proprio con l’esigenza di dotare lo Zen di un centro di municipalità, di impianti sportivi, aree verdi e parcheggi, una casa per anziani e un centro pluriminorati.

Il tutto messo nero su bianco in una convenzione votata nel 2006 e poi modificata dall’amministrazione Cammarata, ma che comunque prevedeva questo “risarcimento” per il quartiere. Peccato che queste opere siano state completate solo di recente, mentre il centro commerciale è aperto da tempo. Ma la società Malù, subentrata alla Monte Mare e facente capo sempre a Zamparini, ha nel frattempo chiesto al Comune una piccola modifica: destinare il piano terra del centro di municipalità, il cui primo piano è stato già consegnato all’amministrazione, per un’attività commerciale e non per attività ludiche.

In realtà, la Malù avrebbe proprio voluto cambiare tutta la destinazione urbanistica ma in questo modo sarebbe venuto meno il motivo stesso che ha portato alla nascita del centro commerciale. E così è stato trovato un accordo: il Comune lascerà che al piano terra apra un negozio, mantenendo il primo piano per fini sociali, mentre in cambio avrà altro verde e il restauro del baglio San Gabriele, villa confiscata alla mafia e in totale abbandono in via Lanza di Scalea. I lavori ammontano a 3 milioni di euro, soldi che il Comune non ha. “La villa inoltre resterà a noi, mentre il centro di municipalità sarebbe ospitato gratuitamente solo per dieci anni”, spiega l’assessore Giuseppe Gini che ha firmato l’atto di indirizzo che dà mandato agli uffici di inoltrare al consiglio la variante.

L’accordo, come detto, non è ancora ufficiale ma è la dimostrazione dell’intesa fra le parti. “Potremmo trasformare il baglio in un parco o comunque in un immobile a servizio del quartiere – continua Gini – e abbiamo mantenuto la destinazione urbanistica iniziale della palazzina, che era il punto nodale”. Il Comune darà tutte le autorizzazioni al Conca d’Oro non appena i lavori al baglio saranno cominciati e non se ne aspetterà la fine perché altrimenti alla Malù non converrebbe più. “Rispetto alla convenzione originariamente sottoscritta tra la Società Malù e il Comune, la nuova proposta incrementa la dotazione di aree pubbliche con destinazione a servizi (parcheggi e verde), lasciando inalterati i precedenti oneri a carico della stesa società, tra cui il comodato gratuito dei locali di primo piano del centro di municipalità per 10 anni, locali già consegnati all’amministrazione comunale”, si legge in una nota dell’amministrazione. E questo nonostante l’intera commissione Urbanistica, maggioranza e opposizioni, abbia più volte puntato il dito contro l’operato della società del gruppo Zamparini

“Mi sembra che la vicenda del centro di municipalità di Fondo Raffo continui ad essere “speciale” rispetto ad altri interventi pubblici e privati di questa città – dice Rosario Filoramo del Pd – come è possibile che si sia concesso di realizzare un grande centro commerciale con la scusa del centro di municipalità, autorizzare l’apertura del centro senza che le opere connesse fossero completate e consegnate al Comune, ritardato di due anni la consegna del centro di municipalità, lasciato inutilizzato il centro per oltre un anno, con tutte le emergenze legate alla mancanza di locali che ha il comune di Palermo e adesso, ciliegina sulla torta, il gioco di prestigio dello spostamento del centro di municipalità a Fondo San Gabriele, da restaurare? Esiste un progetto? Il tutto in cambio della variante urbanistica per ospitare Decathlon. Il Comune continua a non guadagnarci nulla e i commercianti con i loro impiegati dei negozi di articoli sportivi saranno la prossima vittima sacrificale dei centri commerciali. Forse qualcuno dovrebbe aprire gli occhi”.

 


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Commenti

    Ormai i punti Decathlon si trovano in tutta Italia, Palermo, come sempre, è l’ultima città ad aprire; mi chiedo: solo a Palermo ci si pone il problema della eventuale crisi dei negozi di articoli sportivi? Sempre la solita musica, la multisala di Tommaso Natale non si deve aprire perché altrimenti chiuderebbero i residui cinema storici del centro, scomodi ed obsoleti, MediaWorld, Euronics, Expert non dovevano aprire per mantenere in vita i comatosi Migliore e Pedone, Leroy Merlin crea disturbo ai vari Salamone e Pullara, Rubino, Brico Arrigo,ecc. E’ mai possibile che solo in questa città si pretenderebbe da parte di certuni di mantenere il tempo fermo ad un passato ormai remoto e non si voglia accettare l’idea ed il principio della concorrenza?

    Consigliere Filoramo……invece con Roberto Helg…….chi ci quadagnava ! VERGOGNATEVI…….. Chi ha buona memoria ricorda IKEA a Palermo………

    I proprietari di Decathlon, Leroy Merlin, MediaWorld, etc … non votano a Palermo. A buon intenditore poche parole …

    Come sempre l’ultima città della sicilia, decatlon a milazzo, catania, siracusa e san cataldo. tutti paesoni e in una città di un milione di abitanti niente, da non crederci, i vari negozi di articoli sportivi di Palermo possono fare petizioni o quant’altro per non fare aprire decatlon a Palermo ma se fate un giro nei punti decatlon di tutta la sicilia il 50% degli acquirenti sono palermitani, quindi come me preferisco spendere i soldi in benzina e spendere da decatlon che super spendere a Palermo.
    APRIRE DECATLON.

    Basta smettetela di fare ostruzione alle grandi aziende che con coraggio decidono di investire a Palermo ,smettetela di ricattarli chiedendo posti di lavoro per i vostri amici ,continuando con questo sistema Palermo resterà sempre una città secondaria ,i palermitani ,non avranno i vantaggi di poter scegliere dove comprare in maniera più conveniente come nelle città del nord.Onorevoli politici abbiate la bontà di lasciarci scegliere dove comprare almeno questo lasciatecelo,

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