Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Chi approfitta di una nobile professione come quella di giornalista per ricattare o fare estorsioni deve essere pesantemente condannato perché oltre a essere un delinquente danneggia i colleghi e la collettività. Chi è innocente e non commette reati va invece assolto.
E chi è la Franzoni?
Una estorsione da ben euri 366,00 ? ? ?
GRAVISSIMO . . . O forse no.
Le estorsioni, quelle vere ed inequivocabili, cifrano solitamente ben altri importi.
E poi, guarda caso, 366,00 euro, coincidono con euro 300,00 + I.V.A. 22 % = euro 66,00, per un totale fattura di euro 366,00.
Per fare definitiva chiarezza, sarebbe sufficiente tirare fuori la fattura all’uopo emessa.
P.Q.M. cosa rimane dell’asserito reato ? Non apparirebbero adeguati margini per motivare una sentenza di condanna
Per non parlare dell’inserimento, della notizia giornalistica, del sempre asserito reato in un quadro di ben altri provvedimenti giudiziari a carico di bel altri individui.
Che figura di m…..!
richiesta di condanna va bene, ma per 366 euro chiedere 11 anni? ed allora a quelli di sorella sanità dovebbero dare 30anni?