Gentile Marcello Caruso, nuovo assessore regionale alla Sanità.
Gli assessori alla Sanità, in Sicilia, sono come Babbo Natale. Personaggi un po’ mitologici da cui ci aspettiamo un dono solo, ma bello grande. Potere contare, in tempi umanamente fattibili, su ospedali, medici e strutture che funzionino.
Ecco perché, da questo giornale, ogni tanto scriviamo una missiva indirizzata all’assessorato di piazza Ziino. La letterina a Babbo Natale, fuori stagione. Siamo cocciuti: insistiamo.
Perché noi quel regalo lo desidereremmo, per tutti, ogni giorno. La sofferenza per una salute fragile, la paura che ne deriva, la speranza di stare meglio sono emozioni fortissime. Saperle affidate a una rete efficace aiuta.
Così, capita di scrivere anche a Lei, in forma di ‘confessione’. Non per ammettere una colpa, ma per confidarle appunto, i nostri pensieri sparsi riguardo alla sanità siciliana.
La sanità siciliana e i suoi problemi
Nonostante l’impegno, le dichiarazioni e le promesse, la sanità siciliana resta ancora in una fase problematica. A dirla con mitezza.
Non mancano le eccellenze, né gli sforzi.
Il lavoro da compiere, tuttavia, è enorme. C’è da garantire una cornice migliore dell’attuale ai pazienti in fibrillazione e al personale coscienzioso. Il tragico caso della professoressa Maria Cristina Gallo griderà in eterno il suo dolore. E’ rimasta memorabile la foto, con storia annessa, la foto di un uomo disteso sul pavimento, nel pronto soccorso di Villa Sofia.
Non ci permettiamo di darLe consigli diretti. Lei – immaginiamo – avrà già un piano strutturato in mente. Lei, assessore Caruso, conosce perfettamente la dimensione delle sfide – notissime alla cronaca – che dovrà superare, per fornire risposte concrete.
Appena una piccola nota a margine. Ci sono, come sempre, due strade – due sentieri dai tempi di Cappuccetto Rosso – che invitano al cammino.
Le due strade: quale sceglierà?
Una è quella difensiva e più corta. Si cerca, dove possibile, di appattare la settanta – come dicono in Trentino – offrendo il sollievo disponibile e affidando il resto alla ventura.
L’altra è la via più lunga e disagevole. Affrontarla, con l’idea di andare fino in fondo, significherebbe uno scavo nella profondità complessa dei problemi. Un percorso irto di spine.
Abbiamo più volte criticato – costantemente e nei riguardi di chicchessia – quella certa sanità adagiata sotto il protettorato dell’appartenenza, a discapito del merito. Ma esisterebbe, di contro, la politica buona, con una capacità di comando nell’interesse generale. La strada difficile. Da attraversare, senza più indugio.
Quale sarà la decisione al bivio di un assessorato complicatissimo, perché centro di istanze, aspettative e potere con pochi altri confronti?
Intanto, questa è la nostra minima confessione, nel segno della più irriducibile speranza. Confidiamo nel coraggio della via più lunga. Sempre che, in Sicilia, non sia una colpa.
Auguri di buon lavoro a Lei e a noi.
Scrivi a direttore@livesicilia.it

