Confiscati i beni di Rappa senior | Restituiti quelli di figli e nipoti - Live Sicilia

Confiscati i beni di Rappa senior | Restituiti quelli di figli e nipoti

La sentenza di primo grado. Dissequestrata l'emittente Trm e la concessionaria Nuova Sport Car.

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PALERMO – Confiscata la gran parte dei beni di Vincenzo Rappa e restituiti quelli che appartengono al figlio Filippo, ai nipoti Vincenzo Corrado e Gabriele. Tra i beni dissequestrati ci sono pure l’emittente televisiva Telemed e le concessionarie della Nuova Sport Car.

Dopo quattro anni di processo si conclude il giudizio di primo grado davanti al collegio delle Misure di prevenzione composto ad Raffaele Malizia (presidente), Luigi Petrucci e Giovanni Francolini.

C’è un prima e un dopo nella storia del gruppo Rappa. Il prima è dominato da Vincenzo Rappa che da vittima del pizzo “che per operare nell’edilizia ha dovuto soggiacere alle indebite pretese del sodalizio mafioso” e poi divenuto il costruttore di riferimento dei boss: “Ha intrattenuto rapporti di stretta fiducia con i Ganci, i Madonia e i Galatolo” che lo hanno “preferito ad altri imprenditori perché era un soggetto affidabile e disponibile”. Per questi reati Vincenzo Rappa è stato condannato con sentenza definitiva. Dopo il decesso gli sono subentrati gli eredi. A cominciare dal figlio Filippo che secondo il collegio, però, non ha offerto un “apporto individuale alla vita dell’organizzazione potendosene solo affermare con certezza la collateralità insufficiente a qualificarlo come appartenente al sodalizio”. Ecco perché non viene considerato socialmente pericoloso. Stessa cosa per Vincenzo Corrado e Gabriele. Non gli è stata dunque applicata né una misura di prevenzione personale, né patrimoniale. Dissequestrati pure i beni di Sergio Rappa e del nipote Vincenzo.

Il risultato è che finiscono in confisca alcune società e imprese di Vincenzo Rappa senior e centinaia di immobili, tra cui Palazzo Benso, alla Marina, sede del Tar; mentre arriva il dissequestro per le società “Rappa Vincenzo Corrado”, Elcan, Telemed, Pubblimed, Kalesa Vega, Museum, Simsider, Sicilia7, Fin Med,. Med Group, Rafil, Crc, Val di Suro.


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Commenti

    Tanta sofferenza, mortificazioni, dolore, vergogna, difficoltà, essere accusati di “pericolosità sociale” ed allo stesso tempo vedere chi è pericoloso veramente girare tranquillamente per gli uffici pubblici. di tutto e di più con accanimento …. non solo non è giusto averlo subito, non è giusto averlo pagato ma,soprattutto, non è giusto che nessuno potrà guarire le ferite dell’anima.

    Quelle continueranno a sanguinare per tutta la vita.

    PS Mi auguro soltanto che la questione si chiuda, non si può rimanere sotto processo tutta la vita.

    Ricordo da vecchi articoli di giornale che il Banco di Sicilia aveva crediti nei confronti del gruppo ( o di alcune società) per 500 milioni di euro. chissà cosa succederà adesso

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