Contratti, il no di Cobas Codir | "Il governo fa campagna elettorale" - Live Sicilia

Contratti, il no di Cobas Codir | “Il governo fa campagna elettorale”

Incontro all'Aran. "Sui regionali finte trattative, mentre si procede con nuove assunzioni".

Il sindacato
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PALERMO – “Dopo la finta “moralizzazione” portata avanti dall’”assessore-commissario” Alessandro Baccei e dal governatore Rosario Crocetta, adesso gettano definitivamente la maschera e preparano l’ultimo assalto pre-elettorale alla diligenza”. Si legge in una nota del sindacato Cobas Codir.

“Negli uffici di gabinetto – si legge – c’è un gran fervore per l’assunzione a tempo determinato alla Regione di circa 1.500 persone (provenienti dagli sportelli multifunzionali) negli uffici periferici dell’assessorato al Lavoro (dove lavorano già circa tremila persone) anziché, come logica vorrebbe, una procedura per il loro inserimento a tempo indeterminato in società partecipate o Resais. Contestualmente, – prosegue la nota – preparano gli atti per le assunzioni nei ruoli regionali del personale precario della Regione in forza della “legge Madia”: non nelle categorie A e B, quindi, come avvenuto per 4.800 persone che hanno rinunciato da dieci anni alla qualifica di avviamento al lavoro, ma in base al titolo di studio posseduto nelle eventuali procedure richieste per la loro assunzione”. 

“Contro i dipendenti regionali di ruolo, invece, – proseguono i Cobas Codir – continua la politica-truffa sul personale: al solo fine di bypassare la sentenza della Corte costituzionale sull’obbligo del rinnovo dei contratti di lavoro si convocano i sindacati per una sceneggiata finalizzata al solo consenso elettorale: la prova di questa ipotesi è data dalla totale mancanza di seria copertura finanziaria e dalla reale mancanza di volontà ad affrontare il tema della riclassificazione del personale che avrebbe anche potuto compensare in parte le manovre sul precariato.In queste condizioni ovviamente non ci sono sufficienti garanzie per i lavoratori e dovremmo fidarci di chi ha già mostrato tutto il proprio disprezzo nei confronti dei regionali danneggiandoli in ogni occasione possibile anche attraverso continue campagne diffamatorie e denigratorie sugli organi di stampa”

Il Cobas-Codir nell’odierna “seduta “pre-elettorale” all’Aran – prosegue la nota – ha, quindi, dichiarato attraverso i propri rappresentanti di non essere disponibile a partecipare a tavoli contrattuali senza che:  siano stanziate risorse finanziarie adeguate sia per i contratti economici che giuridici; si esca dalla logica punitiva nella gestione di malattie, permessi o congedi parentali; si preveda una seria riforma del F.A.M.P. e dei sistemi di valutazione; si proceda a norme contrattuali che facciano partire realmente l’istituto del telelavoro; venga manifestata una chiara e seria volontà e disponibilità a procedere immediatamente alla riclassificazione di tutto il personale regionale di ruolo che – dando soddisfazione alle aspettative dei dipendenti – metta in sicurezza la professionalità acquisita dai lavoratori in tanti anni di lavoro “sul campo”, nell’interesse stesso della funzionalità dell’Amministrazione”.


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Commenti

    almeno qualcuno che dice la verità ai dipendenti regionali c’è

    vero è che crocetta non ha perso occasione per attaccare i dipendenti della regione ma tutti quelli che lo osannavano all’inizio sono spariti dai commenti che si leggono sui giornali online.Se ha elementi precisi per prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di qualcuno lo faccia invece di sparare nel mucchio e fare di tutta l’erba un fascio, in modo demagogico.la gente ha capito che erano manovre diversive per continuare a nominare indisturbato amici e parenti suoi e degli alleati di governo.
    è vergognoso non rinnovare il contratto ai dipendenti della regione

    I 4800 hanno accettato la categoria A e B ed hanno fatto bene perché oggi non avrebbero i requisiti della legge Madia e sarebbero rimasti precari. I precari di cui si parla oggi hanno già superato un concorso pubblico con criteri più restrittivi ( titoli e prove) dei concorsi per tempo indeterminato dello stesso periodo ( solo titoli). Perché accanirsi in questo modo? Forse perché per accaparrarvi nuove tessere avete illuso i 4800 promettendo cose che probabilmente non avranno mai o forse perché tra questi altri precari avete pochissimi tesserati? Ai posteri l’ardua sentenza.

    Misera guerra tra chi ha il fondoschiena nella sedia e chi è in mezzo alla strada. Ma non provate bessuna vergogna? Gente entrata per virtù dello spirito di qualche Santo politico che si permette di dare lezioni mentendo pure sui numeri. Fatevi la vostra battaglia e lasciate fuori altri lavoratori dalle vostre miserie. La battaglia degli operatori ex sportelli multifunzionali è lunga quattro anni, ridurre le loro conquiste a mere mosse elettorali dimostra la pochezza delle loro affermazioni.

    Passerete alla storia come i crocetta boys

    …gli operatori ex sportelli multifunzionali sarebbero i disoccupati che dovrebbero aiutare altri disoccupati a trovare lavoro???solo in sicilia succede questo…..

    Spiace che certe affermazioni siano fatte da chi, non solo alimenta una guerra tra chi ha un lavoro e chi è in mezzo alla strada, ma che ha seguito la nostra vicenda, giusto perché rappresenta chi si sente minacciato da chi potrebbe togliergli la remota possibilità di un aumento di fascia (a suo tempo hanno accettato la stabilizzazione siglando un accordo che li avrebbe inquadrati nella fascia A, a prescindere dal titolo di studio, del contratto regionale e null’altro pretendere, se si sono dovuti occupare di altro affaticandosi, ci scusiamo per il disagio ma è dipeso dall’ottusità del governo) quindi conosce le nostre battaglie e ridurre il tutto ad una mera manovra elettorale oltre che riduttivo, è offensivo delle nostre intelligenze ma anche delle loro. Che si facciano la loro battaglia per i loro diritti senza calpestare i diritti altrui, è miserevole oltre che al limite di un comportamento antisindacale. Mentre loro dicono di essere stati attaccati dall’attuale governo regionale, comunque con uno stipendio mensile, noi siamo stati macellati e senza reddito. Parlano di infornata senza concorso, ricordo che trattasi di ex articolisti, stabilizzati con un colloquio di oriettantamento effettuato dagli esperti in politiche attive del lavoro. Questi signori sanno chi siamo e conoscono la nostra genesi. Siamo quelli che per 15 anni hanno dato lustro alla pubblica amministrazione migliorando la qualità dei servizi agli utenti relativamente alle politiche attive e non solo. Servizi fermi da quattro anni, con una breve parentesi di nove mesi. Siamo stati riqualificati con risorse regionali e attraverso selezione. Ulteriore selezione a cui siamo stati sottoposti dal Ciapi di Priolo per ben due volte. Per rigor di logica, dopo essere stati rigualificati, con risorse regionali a seguito di selezione pubblica, avremmo dovuto essere noi stabilizzati. Stabilizzazione impedita dal potere politico/sindacale che proteggeva gli enti di formazione dal pericolo della fine della cuccagna. A quel punto altri soggetti sono stati stabilizzati a seguito di colloqui, paradossalmente effettuati, ripetiamo, dagli esperti in politiche attive. Adesso una norma stabilisce di assumere per dare seguito al potenziamento dei cpi in ottemperanza alle leggi nazionali e comunitarie, sempre attraverso selezione. Nel rispetto delle immani battaglie lunghe quattro anni e nel rispetto del pane altrui, prima di buttare fango e fare illazioni, dovrebbero riflettere, a volte basta poco per evitare spiacevoli incidenti che qualificano più coloro che rappresentano (per fortuna pochi), che chi colpiscono con colpi bassi e miseri.
    Ps: molti impiegati regionali, sono solidali con la nostra situazione e dichiarano di dissentire da tali dichiarazioni.

    Prima dell’ultima ondata di pensionamenti, ancora in corso, con criteri ante Fornero, i dipendenti regionali che operavano nei CPI erano 1585 (dati ufficiali), dei quali circa metà addetti al front-office. Più che nel resto d’italia, ma infinitamente meno della media europea (in Italia complessivamente gli addetti sono intorno a 8mila, in Germania oltre 90mila, il Francia oltre 50mila). Nelle condizioni attuali credio sia abbastanza noto il livello e la qualità dei servizi che riescono a garantire i CPI siciliani.
    Per quanto riguarda i disoccupati che danno servizi ad altri disoccupati, gli operatori degli sportelli multifunzionali hanno offerto dal 2000 al 2013 i servizi pubblici di orientamento della Regione Siciliana, da allora praticamente inesistenti, con contratti di lavoro a tempo indeterminato. Nessun altro ha offerto quei servizi da allora in modo continuo e sistematico. E comunque nel resto Italia i CPI sono alle prese con personale specializzato precario da stabilizzare e con le difficoltà del passaggio da una organizzazione provinciale a una regionale.
    Magari informarsi prima di salire su un pulpito eviterebbe di dire castronerie. Va bene che ai tempi dei social network non è importante sapere ma digitare, però ogni tanto…

    …..non siete né impiegati statali ne regionali, fatevene una ragione! Se poi i CPI hanno necessità di assumere personale lo si faccia con un bando pubblico per titoli ed esami aperto a tutti….

    Chi ha parlato di assunzioni alla Regione? Ho solo spiegato la situazione. E comunque se non si conosce la normativa, i fatti, le situazioni meglio informarsi o tacere. Si può anche fare un giro per vedere come funziona nelle altre regioni il sistema dei servizi per le politiche attive del lavoro. Si possono implementare in vari modi, ma lo standard nazionale dovrebbe essere quello previsto di recente dal regolamento di accreditamento dei servizi per il lavoro della Regione Calabria.
    Poi ci sono i modi per implementare un inutile nulla. Inutile per i cittadini, non per gli operatori. Come attualmente in Sicilia.

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