Controlli anti abusivismo | Sequestrate quattro attività

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Commenti

    Bravi, sempre così.
    Se avete tempo, guardate i pali della pubblica illuminazione e noterete che vi sono una massa enorme dei cartelli “vendesi” e/o “affittasi”, notoriamente illegali/abusivi. Posso ammettere che la legge non è conosciuta dai privati, anche se la legge non ammette ignoranza, ma i cartelli sono delle agenzie immobiliari e loro lo sanno e molto bene, perchè le multe sono salate però, come tutti sperano nella mancanza di controlli.

    Provocazione:
    Se non volete essere controllati, andate a vendere abusivamente stigghiole di cane in via Basile o sotto il ponte di via Basile e nessuno vi disturberà.

    Questa è la città dei balocchi, si può fare di tutto , abusivismo, presa di spazi pubblici, apertura di attività, cibi avariati, divieti non osservati, ladri in genere che si sono organizzati spazi per la vendita a dettaglio della refurtiva , ambulanti dappertutto italiani stranieri, rom, prostituzione, spaccio e spaziali, tra poco avremo anche la presenza degli UFO e nessuno si accorgerà di nulla . VERGOGNA

    Apritevi un negozio con una lampada rossa stile cinese sul davanzale della saracinesca e nessuno verrà a controllarvi.

    MA IN VIA MULE’, ZONA VILLA TASCA COME MAI NON VIENE VISITATA DALLA POLIZIA MUNICIPALE? EPPURE E’ PIENA DI VENDITORI DI FRUTTA E VERDURA ED ALTRO CHE OCCUPANO IL SUOLO PUBBLICO E SONO SCONOSCIUTI AL FISCO, IN ANNI CHE CI VADO NON HO MAI AVUTO UNO SCONTRINO FISCALE E NON SOLO IO, MENTRE ASPETTO IL MIO TURNO NON ASSISTO AL RILASCIO DI SCONTRINI FISCALI AD ALTRI. INOLTRE CI SONO PARECCHI LAVORATORI IN NERO. POLIZIA MUNICIPALE, DOVE SIETE!!!!!!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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