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Ricordate Diventerà bellissima? Il suo leader, Musumeci, nel post Presidenza Regione per continuare in politica ha dovuto chiudere bottega e passare tra i Fratelli. La cosa uguale uguale non si potrà fare per Schifani, ma a quanto pare il club dei presidenti del Senato proverà a salvare l'appartenenza a Forza Italia di Schifani (ma non sarà facile) e la sua poltrona di Presidente di questa regione (anche questo non sarà facile). Vedremo.
E cosa mi rappresenta il Codacons ? Chi lo legittima a rappresentare i cosiddetti consumatori compreso me ? Io non ho mai conferito alcuna delega a rappresentarmi, non è un organo eletto dal popolo e quindi chi è ?
Bisogna riconoscere a Lavardera un grande coraggio unito ad una insolita, per i politici locali, assenza di fuffa e annunci fasulli
La stampa fa il suo lavoro e questi sono i nostri politici. Ma bisognerebbe chiedere ai siciliani se gradiscono questo presidente del senato con la sua storia e il suo stile, magari confrontandolo con un altro conterraneo come il presidente Mattarella. Il pensiero di La Russa, siceramente, mi lascia indifferente.
Per la SEUS 118 sarebbe auspicabile prevedere un Direttore Generale come le aziende sanitarie con resposabilità gestionale diretta e non di comandante politico di un consiglio di amministrazione. Aldilà delle propagande, convegni, congressi e belle parole spese per i suoi amati dipendenti soccorritori e di qualche collaboratore amministrativo vicino al colore politico di appartenenza, cosa avrebbe fatto di concreto Castro per meritare la riconferma proposta e pubblicizzata da un sindacato e un comitato composto interamente da dipendenti vicini e di un territorio della Sicilia adiacente a quello di Castro? Un amminstratore dovrebbe amministrare una società pubblica senza alcun altro fine se non quello della gestione trasparente e imparziale. Per altre società partecipate, come il caso della SAS è stato azzerato il cda per presunte anomalie gestionali, perchè non verificare anche in seus? La buona e sana politica dovrebbe meditare bene le prossime scelte.


Non comprendo diverse cose. Secondo me dovrebbero, innanzitutto, in maniera precauzionale, dire date e luoghi esatti, quanto più precisamente possibile, visitati dai bergamaschi in vacanza, per poter così permettere l’eventuale autoisolamento delle persone che hanno frequentato gli stessi luoghi. Ammettiamo che la comitiva abbia pranzato domenica a Sferracavallo nel ristorante x e anche io ero lì…io mi pongo in autoisolamento volontario per evitare la diffusione del virus nel caso in cui sospetto di potere essere appunto contagiato. Proprio come buonsenso. I luoghi non vengono specificati, se non sommariamente. Poi…capisco i test sul resto della comitiva ma ammettiamo che la signora ha infettato giá vari luoghi e persone. Si dice che il virus rimane diverso tempo sulle superfici o che le persone infette siano spesso asintomatiche. Non ha senso fare il tampone a gente che è entrata in contatto con lei poche ore dopo. Semmai bisognerebbe isolare queste persone e fare il tampone qualche giorno dopo o magari ripeterlo. Secondo me fra qualche giorno i casi si moltiplicheranno, sia fra la comitiva temporaneamente risultata negativa, sia in Sicilia. Gli infetti, 3, non solo la signora, hanno avuto modo di spargere il virus senza volerlo un po’ ovunque per Palermo e in Sicilia in genere. Magari ci sono già contagiati che non hanno sintomi ma che contagiano. BISOGNA DIRE I LUOGHI ESATTI IN CUI LA COMITIVA È STATA, RENDERLI PUBBLICI ATTRAVERSO LA STAMPA, PER PERMETTERE AD OGNUNO DI NOI FI FARE LA PROPRIA PARTE PER RALLENTARE IL CONTAGIO. GRAZIE
Una misura igienico-preventiva da attuare in concomitanza alle altre raccomandazioni potrebbe essere la utilizzazione di lampade germicide UV nei luoghi pubblici
Per sterilizzare l’ambiente dal respirato diffuso.
La domanda sorge spontanea: Ma davvero credete che uno, dopo essere stato in isolamento per 15-20 giorni, torna nella “vita reale” di tutti i giorni…. ed è diventato IMMUNE da un possibile contagio? C’è un “passaggio” che mi sfugge!
Personalmente non credo basti un ISOLAMENTO di 15-20-30-40 giorni se NON LO SI INIZIA TUTTI CONTEMPORANEAMENTE! ….. Ma in ITAGLIA non ci si arriva…. Troppo difficile e complicato porsi domande! Figuriamoci obbligare TUTTI GLI ITALIANI, per EMERGENZA SAN§ITARIA, a rimanere nelle proprie case per 20 giorni con limitazione di circolazione nei propri quartieri (per poter fare la spesa o comprare farmaci) con mascherine e seguendo un “protocollo” di prevenzione.
Vediamo quanti esperti virologi sanno dare una risposta certa a questo “dubbio”!
Lo Stato sono i nostri medici, altro che l’avvocato del popolo.
Grazie, grazie e ancora grazie ai medici agli infermieri agli operatori sanitari a tutti quelli che stanno lavorando senza tregua nei nostri ospedali e che, sia chiaro, soprattutto nelle regioni del nord dove sono scoppiati i focolai, sono un’eccellenza mondiale. Per questo mi chiedo con quale coraggio l’avvocato del popolo Conte abbia accusato l’ospedale di Codogno di non aver eseguito in modo adeguato i protocolli. Il coronavirus non si riconosce subito; e se anche ci fosse stato un errore, come fa il Presidente del Consiglio ad accusare pubblicamente e a non tutelare il lavoro di migliaia di professionisti, che sono per noi cittadini dei veri e propri angeli custodi?
Del resto l’inadeguatezza di questo Governo sinistrato e bolscevico, non votato dal Popolo, l’abbiamo vista un mese fa, quando molti componenti della maggioranza avevano come unica preoccupazione il farsi i selfie davanti ai ristoranti cinesi e accusare gli italiani di essere razzisti. Questi signori sono gli stessi che in queste ore invece di portare in Parlamento proposte e misure che riguardano l’emergenza coronavirus sono presi dal votare alla chetichella il Dl Intercettazioni, vera priorità per loro!
Non se ne può più nemmeno di quei sorrisini di sufficienza, che nei soliti programmi televisivi pseudo-intellettuali rivolgono alla massa dei cittadini italiani che in piena psicosi ha assaltato i supermercati. E’ una sinistra compagnia di giro tra politici e loro supporter completamente fuori dalla realtà che prende posizioni da sempre contro gli interessi degli italiani.
Allora in questo momento difficile per il nostro Paese cerchiamo di diffondere messaggi di positività e facciamo vedere al mondo di che stoffa siamo fatti. Questo virus uccide solo i pazienti anziani che soffrono già di altre complicanze per questo è importante seguire le indicazioni che ci vengono date dalle autorità territoriali e dal Ministero della Salute. In altri Paesi europei evidentemente non sono usciti così tanti casi perché non sono stati fatti tutti quei tamponi che nei giorni scorsi Lombardia e Veneto hanno eseguito sulla popolazione.
Ci aspettano settimane difficili, dove l’unità dell’Italia vera, quella che ha paura, che lavora, che si deve occupare dei propri figli, dovrà dare una risposta a questa psicosi che si è sviluppata più veloce del virus. Cerchiamo dove è possibile di vivere la normalità sapendo che strutture come lo Spallanzani, il Sacco, l’Humanitas, il San Raffaele e tante altre sono il simbolo dell’italianità che il mondo ci invidia. E che sapranno sconfiggere questa emergenza. Lo Stato per noi sono loro.
Signori! La Patria non è un’opinione. O una bandiera e basta. La Patria è un vincolo fatto di molti vincoli che stanno nella nostra carne e nella nostra anima, nella nostra memoria genetica. È un legame che non si può estirpare come un pelo inopportuno.
W L’ITALIA!
Il coronavirus non deve essere considerato come una scusa per mettere limitazioni o paletti alla libertà di immigrazione per la quale il nostro paese è ammirato nel mondo. Non esistono virus di sorta che possano frenare il legittimo desiderio di venire da noi di coloro che provenienti dal continente africano fuggono da fame e guerre, e questo non lo dico io ma l’ONU e le maggiori organizzazioni umanitarie internazionali, nonchè uno molto più in alto di noi che sta in Vaticano.
… e W Palermo e Santa Rosalia, che di virus si nni senti
Il problema non è il personale della sanità che sta facendo il massimo ma le decisioni di un tale Mantoan assessore alla sanità veneta che contro quanto già predisposto dal’ Policlinico di Padova ha bloccato i controlli tramite tampone negli ospedali in quando le spese erano a carico
della regione vedi articolo su repubblica