PALERMO – C’è un’emergenza posti letto in provincia di Palermo. Una situazione che si è materializzata negli ultimi giorni. A mancare sono i posti di “Malattie infettive a pressione negativa” e cioè quelli dove vengono ricoverati in isolamento i pazienti positivi al coronavirus.
Un carabiniere è stato ricoverato due giorni fa al Civico in Rianimazione, pur non avendo necessità di essere intubato, per mancanza di altri posti letto. Un uomo di 55 anni di Terrasini è rimasto 24 ore in attesa dentro la tenda triage del Cervello. Si è dovuto attendere che si liberasse un posto. Se oggi qualcuno dovesse avere necessità di ricovero per coronavirus dovrebbe essere trasferito in un altro ospedale siciliano.
In Sicilia in tutto sono 58 i posti letto a pressione negativa, oltre 40 si trovano nel Catanese. Questa la mappa: 2 al Sant’Elia di Caltanissetta, 12 al Gravina di Caltagirone, 9 al Cannizzaro di Catania, 4 al Garibaldi di Catania, 11 al Vittorio Emanuele di Catania, 5 all’Umberto I di Enna, 5 al Cervello di Palermo, 2 al Policlinico di Palermo, 4 al Maggiore di Modica, 2 all’Umberto I di Siracusa, 1 al Sant’Antonio Abate di Trapani, 1 al Vittorio Emanuele II di Castelvetrano.
Il sindacato Cimo ha tuonato contro quella che ha definito “una improvvisata e non equilibrata organizzazione sanitaria” (leggi l’articolo). È il ritardo organizzativo che non convince. Solo ieri è stato convocato un vertice all’ospedale Civico fra il direttore generale dell’assessorato alla Salute, i manager delle strutture sanitarie palermitane e trapanesi.
È stata attivata una task-force fra ospedali. I cinque posti in Malattie infettive del Cervello a pressione negativa sono riservati all’emergenza Coronavirus. Tutti gli altri pazienti saranno trasferiti altrove. La Pneumologia seconda diventerà Terapia intensiva respiratoria, mentre le Chirurgie generale e toracica saranno trasformati in reparti di degenza per i pazienti affetti da Coronavirus. La Rianimazione sarà sgomberata per ospitare i pazienti che avranno necessità di essere intubati.
Nel contempo si sta accelerando per riaprire l’ex Istituto materno infantile, all’Acquasanta, dove saranno creati 60 posti letto di isolamento. Restano ad capire i tempi che in una situazione di emergenza devono essere veloci per evitare di farsi trovare impreparati. I problemi sono sorti quando ancora i numeri dei malati sono contenuti. È per questo che bisogna fare in fretta.

