Corruzione e politica, revocati i domiciliari a Pippo Arcidiacono - Live Sicilia

Corruzione e politica, revocati i domiciliari a Pippo Arcidiacono

Il provvedimento è stato firmato dal giudice per l'udienza preliminare
L'INCHIESTA GIUDIZIARIA
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CATANIA – Il giudice per l’udienza preliminare Carlo Cannella ha revocato gli arresti domiciliari all’ex assessore comunale Pippo Arcidiacono. Il provvedimento è stato firmato questa mattina e prevede che Arcidiacono sia rimesso in libertà, come richiesto dai suoi legali, gli avvocati Enzo Mellia, Giampiero Torrisi e Salvatore Di Dio.

L’inchiesta sulla Sanità

Pippo Arcidiacono era finito agli arresti ad aprile 2023, nell’ambito della maxi-inchiesta della procura di Catania sulla corruzione nella sanità cittadina. A essere coinvolti, oltre ad Arcidiacono, anche altri nomi eccellenti della politica isolana: l’ex assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e l’ex assessore regionale alla Famiglia Antonio Scavone. Nelle contestazioni dei magistrati, ci sono gli ingredienti dell’ennesima parentopoli in salsa rossazzurra. La prima udienza preliminare sulle richieste di rinvio a giudizio si è svolta una settimana fa.

Tra i politici, un ruolo di rilievo sarebbe spettato ad Arcidiacono, esperto cardiologo e dirigente sanitario al Garibaldi di Catania. Lui, tramite un sistema di favoritismi, avrebbe ottenuto un incarico da 12.500 euro annui per la figlia, non indagata, all’Ordine dei Medici di Palermo. Una consulenza per la quale l’unico titolo richiesto era il diploma di scuola superiore.

Le dimissioni da tutti gli incarichi

Dopo mesi ai domiciliari, nonostante il parere contrario dei magistrati di piazza Verga, il giudice Cannella ha deciso questa mattina di revocare la misura degli arresti domiciliari. Arcidiacono, si legge nel provvedimento, si è dimesso da direttore dell’Unità operativa di Riabilitazione cardiologica e da dirigente sanitario del presidio ospedaliero etneo, e si è inoltre dimesso da Fratelli d’Italia. Il partito nel quale militava e con il quale aveva avanzato la propria candidatura alla carica di sindaco di Catania (poi ritirata).

Senza contare, aggiunge il gup, che la figlia ha restituito le somme percepite per l’attività svolta e che sono oggetto del processo, adesso alle battute iniziali. Per tutti questi motivi, “le esigenze cautelari appaiono venute meno“. L’ex assessore, ex candidato ed ex dirigente Arcidiacono è, quindi, di nuovo libero.


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