CATANIA – Quanto accaduto domenica pomeriggio alle 3 in piena circonvallazione è solo la punta dell’iceberg: le corse clandestine sono un fenomeno radicato a Catania. L’unico particolare che ha sorpreso è stato l’orario: di solito le competizioni tra cavalli si svolgono alle prime luci dell’alba. Che dietro a queste pratiche ci sia la mano della malavita è un’equazione dal risultato ben conosciuto. La polizia sta indagando per definire bene gli scenari attorno alla corsa clandestina di viale Ulisse filmata da un giovanissimo che ha spopolato sul web.
I fantini denunciati sono provenienti da Picanello. Inoltre i due giovanissimi sarebbero vicini ad ambienti della criminalità organizzata. Gli inquirenti stanno lavorando. La certezza “storica” è che nel quartiere operano i Ceusi, ma il potere dei Santapaola – come dimostrano molte inchieste – è pressante. E la zona da cui proveniva la sfilata di scooter dietro i fantini è un quadrilatero dove insistono parecchie stalle in odor di mafia. Proveniva anche da Picanello uno dei cavalli coinvolti nella corsa clandestina bloccata dalla polizia sull’Etna qualche mese fa, in quell’operazione finì in manette un sorvegliato speciale del clan dei Laudani.
Ma il lavoro della polizia, sotto la guida del Questore Marcello Cardona, non si ferma a Picanello ma si estende a tutti i rioni cosiddetti a rischio. Martedì mattina mentre impazzava sui social il filmato incriminato la polizia operava a San Giovanni Galermo e sequestrava altri 5 cavalli. E sicuramente i riflettori sono accesi anche a San Cristoforo e Librino.
La polizia ha effettuato molte perquisizioni in diverse stalle per verificare anche le condizioni di custodia degli animali.

