Corte dei Conti, Pellegrino (FI Ars) scarica tutto su Pd e Crocetta - Live Sicilia

Corte dei Conti, Pellegrino (FI Ars) scarica tutto su Pd e Crocetta

Risposta a muso duro a Anthony Barbagallo. Interviene anche Giorgio Assenza (FdI).
LA POLEMICA
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Palermo. “Se oggi il Governo Schifani viene chiamato dai magistrati contabili a un grande sforzo di risanamento dei conti della Regione, purtroppo lo dobbiamo alle ferite causate dallo sciagurata governo Pd-Crocetta di cui Anthony Barbagallo (che fu allora anche assessore) sembra essersi dimenticato. Il rendiconto 2020, di cui oggi si discute, è proprio la sintesi di quel disastro”. Lo dice Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars, replicando alle dichiarazioni del deputato Pd Anthony Barbagallo sulla parifica sospesa da parte della Corte dei Conti.

“Nel 2018, lo ricordo per amore di verità – sottolinea Pellegrino – il precedente governo Musumeci scoprì una voragine da oltre un miliardo che ci obbligò a rientrare grazie a un accordo di rateizzazione con lo Stato. Ora viene posta, su quell’accordo, una questione di legittimità costituzionale che, ci spiace per Anthony Barbagallo, non riscrive di certo la storia della Sicilia. Con Musumeci abbiamo iniziato a rialzare la testa, ora il centrodestra guidato da Renato Schifani completerà il lavoro e metterà in sicurezza i conti della Sicilia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giorgio Assenza, FdI. “Dopo la decisione della Corte dei Conti, la Regione ha l’occasione giusta per mettersi definitivamente alle spalle i disastri lasciati dal Governo Crocetta-Pd. Vorremmo ricordare a Micciché e D’Agostino – che di quella triste pagina politica furono l’uno l’artefice, con la Sua candidatura divisiva, e l’altro un protagonista – che il Governo Musumeci si trovò a ereditare un buco da ben 1,2 miliardi di euro”. Interviene così Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, replicando alle dichiarazioni dei deputati regionali Micciché e D’Agostino sull’udienza di parifica della Corte dei conti.

“Per scongiurare il tracollo – aggiunge – si lavorò negli anni 2018 e 2019 per trovare un accordo con lo Stato che ci consentisse di rateizzare il debito targato Pd in dieci anni. Oggi viene sollevata una questione di legittimità costituzionale che dovrà dipanare la Consulta, mentre sarà il Governo Schifani in collaborazione col Governo Meloni a voltare definitivamente pagina e completare il risanamento della Regione”.

“Solamente chi non ha visto o ha fatto finta di non vedere la gestione dei conti da parte degli ultimi governi della Regione può stupirsi della situazione sempre più drammatica, che la Corte dei Conti ha solo certificato sospendendo anche il giudizio sul rendiconto del 2020. Il governo Schifani ha ereditato una situazione ai limiti del collasso, con una responsabilità che è tutta in capo ai tre governi regionali che lo hanno preceduto e allo Stato per aver costantemente posposto le soluzioni, senza cercare di trovare un modo strutturale per una radicale riforma della spesa e delle entrate.”. Lo afferma Marianna Caronia, capogruppo di Lega-Prima l’Italia all’Ars.

“Certamente oggi serve, a maggior ragione trovandoci di fronte a due governi nazionale e regionali appena insediatisi, che vi sia massima collaborazione fra lo Stato e la Regione nella sua doppia articolazione di esecutivo e Assemblea regionale siciliana – aggiunge – Occorre soprattutto che quest’ultima sia coinvolta in modo concreto e non, come avvenuto troppo spesso con i precedenti governi regionali, solo informata di trattative e accordi che poi si sono puntualmente rivelati fallimentari sotto il profilo politico e finanziario. Sono certa che proprio a partire da questa vicenda, che condizionerà in modo determinante la vita del suo governo regionale, il presidente Schifani vorrà e saprà mettere in pratica quello spirito di collaborazione, dialogo e sinergia con l’Ars di cui abbiamo parlato nel dibattito di due giorni fa”.


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Commenti

    Se vogliamo proprio essere precisi la colpa è colpa di Giolitti, o forse di Garibaldi o Giulio Cesare.

    Rcordatevi che Crocetta è stato il Nerone della Regione Siciliana. E’ mancato solo il fuoco vero.

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