Cosa nostra, cambiano gli assetti |La caduta del gruppo dei Nizza - Live Sicilia

Cosa nostra, cambiano gli assetti |La caduta del gruppo dei Nizza

Il boss di Librino avrebbero perso potere all'interno del clan Santapaola.

 

CATANIA – Avere un fratello pentito ha delle ripercussioni a livello di “governance” mafiosa. Andrea Nizza è riuscito a evitare il carcere ma la latitanza lo porta lontano dal suo quartier generale e quindi dalla gestione diretta degli affari illeciti. All’interno del clan Santapaola, dunque, stanno cambiando gli assetti di potere. I Nizza al momento sono esposti alle azioni militari e investigative della giustizia e questo ha rimesso in moto gli equilibri e le alleanze interne a Cosa nostra. E ci sarebbe chi sta “approfittando” di questa condizione di “vuoto” per conquistare spazio nelle file della cosca Santapaoliana.

I Nizza, dunque, avrebbero perso “contrattazione” criminale e “peso” mafioso nello scacchiere della mafia catanese. Fino a poco tempo fa erano gli “imperatori” indiscussi di Librino e San Cristoforo: i confini di potere erano delineati dalle piazze di spaccio che gestivano direttamente o che rifornivano con l’accordo di una “provvigione” sugli introiti dello smercio di droga. Ma fare affari con Andrea Nizza, boss attorno a cui gli investigatori hanno fatto terra bruciata e con il fratello Fabrizio che da oltre un anno ha fatto il salto del fosso, presenta al momento molti rischi. I suoi fiancheggiatori e i suoi uomini di fiducia, inoltre, sono finiti dietro le sbarre. Liberi ci sono “giovani” soldati, perchè i boss di “un certo spessore” criminale sono in carcere.

Andrea Nizza non può permettersi passi falsi, anche se gli investigatori (che lo stanno braccando) aspettano proprio questo. Sulla testa del boss di Librino pendono tre condanne di primo grado per associazione mafiosa e traffico di droga. A fine mese si attende il responso del Gup sulla richiesta di condanna all’ergastolo per omicidio formulata dal sostituto procuratore della Dda Rocco Liguori. Che il giovane santapaoliano avesse perso il potere “ereditato dai fratelli Fabrizio e Daniele” emerge anche da diversi processi che lo vedono alla sbarra. Durante i primi mesi del 2014 avrebbe organizzato una sorta di “dimostrazione di forza” a San Cristoforo. Il fratello Fabrizio avrebbe saputo da Matteo Orlando, vicino al gruppo Ottanta Palmi di Turi Amato, che Andrea avrebbe radunato i suoi uomini: i “picciotti” avrebbero scorrazzato in scooter, armi in vista, nelle zone dove bazzicava un esponente del clan Cappello. Nel quartiere si mormorava che volevano riprendersi le piazze di spaccio che i Nizza avevano (ri)conquistato dopo l’arresto dei Carateddi con il blitz Revenge nel 2009. Se i Cappello, davvero, hanno provato a mettere le mani nelle zone dei Nizza vuol dire che avevano avvertito che il latitante stava perdendo “il controllo”. Questo sarebbe stato l’inizio della “caduta” attualmente in atto.

La mafia però si riorganizza. Le redini del potere sarebbero passate a un altro gruppo Santapaoliano che sta ricostruendo e rafforzando il controllo mafioso sulle tre roccaforti del crimine: Librino, San Cristoforo e San Giovanni Galermo. Anche se parallelamente si stanno delineando sempre più gruppi autonomi che però hanno sempre la necessità di una “copertura mafiosa” per poter operare senza problemi. Droga, estorsioni, riciclaggio: tra affari tradizionali e nuovi business è fondamentale incamerare soldi sporchi per foraggiare le casse del clan e garantire gli stipendi ai detenuti. Non mancano le alleanze con le altre famiglie: Mazzei, Laudani, Ceusi e Cappello.

Chi è il nuovo punto di riferimento operativo della cosca Santapaola (parliamo di mafia militare) non è dato saperlo. Porte sbarrate. Dai palazzi della giustizia e delle forze dell’ordine non emerge un solo indizio su chi potrebbe aver preso in mano il vuoto di potere lasciato dai Nizza. L’interrogativo a cui bisognerà rispondere (oltre ai nomi) è se l’ascesa criminale del gruppo sia stata decisa dalla cupola (e quindi della famiglia di sangue) o sia solo l’effetto dei disequilibri creati dalle maxi retate e dagli arresti dei boss.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI