"La variante Delta diventerà prevalente, la doppia dose protegge"

“La variante Delta diventerà prevalente, il vaccino protegge”

Commenti

    e gli anticorpi monoclonali? sono efficaci anche sulla variante delta?

    Perchè non tace? Ci farebbe più figura. Siamo stufi di questi protagonismi

    II veleno è nella coda. Infatti in coda al pezzo c’è AstraZeneca, quello con possibile trombosi, anche se “offre alti livelli di protezione”.
    Sino a una decina di giorni fa non si poteva dire che alcune morti fossero collegate al vaccino anglo-svedese. Ma proprio del prof Cascio ricordo, più o meno, le parole: “Dovendomi vaccinare con AstraZeneca, avrei il pensiero”. Detto in barba a chi immunologo non è, ma trattava gli altri nella migliore delle ipotesi da tuttologi.
    E da immunologo a immunologo, di Sergio Abrignani in una intervista a proposito del divieto di usare AstraZeneca per gli under 60 si può leggere: “Probabilmente eviteremo una quindicina di trombosi da vaccino considerando che le dosi sarebbero andate a una decina di milioni di persone”.
    A prescindere da come la si pensi, se cioè una quindicina di trombosi vi sembrano poche o molte, 15 italiani ringraziano, anche le loro famiglie e i loro amici, ma pure tutti noi perché vallo a sapere a chi sarebbe toccato…
    E allora contro la variante Delta e le sue sorelle importante è vaccinarsi.
    Con Pfizer e Moderna.

    ogni vita umana e’ preziosa. Sono d’accordo con la Sua visione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI