Covid, le ultime dai pronto soccorso: "Siamo preoccupati"

Covid, le ultime dai pronto soccorso: “Siamo preoccupati”

Continuano ad arrivare casi gravi tra adulti giovani. La situazione a Palermo.

PALERMO- Qual è la situazione del Covid a Palermo? E’ scoppiata una querelle sui numeri. I dati reali dei contagi vengono descritti in forte riduzione rispetto a quello che si credeva di sapere fin qui. La polemica non può mancare. Come abbiamo scritto: “I dati forniti in via ufficiale dalla struttura commissariale Covid guidata da Renato Costa hanno abbassato sensibilmente l’allarme nel capoluogo siciliano: al 17 marzo, infatti, i positivi in città sarebbero poco meno di 3 mila, contro gli oltre 11 mila indicati dall’Asp appena una settimana prima. Una discrepanza che lo stesso Orlando, in una nota congiunta con Costa e il direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Salute, Letizia Diliberti, aveva in qualche modo giustificato: ‘Nessun dato difforme o errato, semmai un aggiornamento dei guariti del territorio dell’Asp di Palermo dove è stata condotta una ulteriore e precisa elaborazione dell’andamento epidemiologico che consegna un quadro sempre aderente alla realtà’”.

“Preoccupati per la situazione”

Ma allora a che punto è la notte del Covid a Palermo? In che condizioni sono gli ospedali? “C’è preoccupazione, non lo nascondo – dice la dottoressa Tiziana Maniscalchi, facente funzione del primario al pronto soccorso dell’ospedale ‘Cervello’ –. Vediamo, di nuovo, un aumento di casi e in modalità gravi. Le quote di giovani con sintomi importanti sono in crescita. Abbiamo diversi quarantenni. Al momento la permanenza nell’area d’emergenza è fluida, perché i posti letto negli altri reparti ci sono. Ma la tendenza merita la massima cautela”. L’indice di sovraffollamento – si tratta della disponibilità teorica della struttura con il valore cento che sottolinea la piena occupazione, poi si sfora – è ancora sotto controllo. Mentre scriviamo, sono le cinque e mezza del pomeriggio, al pronto soccorso del ‘Cervello’ ci sono ventisei persone, con un indice di sovraffollamento del 130 per cento. Non sono i trenta o quaranta dopo le vacanze natalizie, ma nemmeno i dieci o quindici di qualche giorno fa. Ed è una fotografia della presenza contemporanea di pazienti che verranno smistati nei reparti.

La situazione negli altri pronto soccorso

I pronto soccorso offrono una indicazione in diretta. Negli ospedali, si coglie il dato mentre si va formando. C’è una pandemia che va, il più possibile, tenuta sotto controllo, ma ci sono anche i malati non di Covid. E qui altri nodi vengono al pettine. Con il ‘Cervello’ correttamente dedicato al virus, è logico che ci siano ulteriori disagi a Villa Sofia che tratta tutte le altre patologie. Parliamo di una sanità che proviene da ritardi storici, sedimentati nel corso del tempo e delle amministrazioni. Sempre allo stesso orario della rilevazione del ‘Cervello’, il pronto soccorso di Villa Sofia presenta sessantuno pazienti per un indice di sovraffollamento di oltre il duecento per cento. La permanenza nella zona dell’osservazione breve, in diversi casi, si protrae oltre le quarantotto ore e pure di più. Tanti che lavorano lì riportano i frammenti di un clima di abnegazione e di fatica. Pure all’ospedale Civico si registrano carichi pesanti, in percentuali minori. Ancora nello stesso momento: quarantuno pazienti e un indice di sovraffollamento non lontano dal duecento per cento.

A che punto è il Covid?

Non è possibile dare una risposta chiara e unidirezionale alla domanda iniziale. La campagna vaccinale, nonostante i problemi per gli affollamenti, comunque procede con un buon andamento. Secondo le ultime rilevazioni del Ministero della Salute, aggiornate alle tre e mezza pomeridiane di oggi, la Sicilia ha somministrato 629.426 dosi su 754.025, una percentuale superiore all’ottantatré per cento. E’ la classica corsa contro il tempo: vaccinare quasi tutti e mettersi al riparo. Una sfida da vincere. Ecco, in calce, il bollettino di oggi.


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