Sicilia, come va il Covid: Omicron e l'allarme per fragili e bambini

Sicilia, come va il Covid: Omicron e l’allarme per fragili e bambini

La pandemia sta finendo? L'abbiamo chiesto a chi la combatte. Ecco le risposte
CORONAVIRUS
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“E’ sbagliato pensare che il Covid scomparirà, starà con noi ancora per diverso tempo. La domanda vera è un’altra: a che punto siamo con la convivenza pacifica? E io penso che siamo a buon punto e che chi si vaccina, presto, potrà tornare a vere quote di normalità senza rischi”. Così riassume la questione il commissario Covid per l’area metropolitana di Palermo, il dottore Renato Costa. Che chiarisce ulteriormente: “Questo intendevo quando ho parlato di una emergenza in esaurimento. Un passaggio che va affrontato con cautela e ottimismo”. Il ‘Covid sta finendo’ è un motivetto che si può anche canticchiare – parafrasando un noto successo balneare – purché il significato sia orientato verso coordinate specifiche: vaccini e attenzione.

Sul tavolo del commissario, in un tranquillo martedì mattina all’hub vaccinale della Fiera, scorrono le più recenti statistiche che vengono rilanciate dal tabellone luminoso nel quartier generale. La stanza di comando è appena un bugigattolo, con una scrivania, qualche massima appesa al muro e il pelouche di un gatto a mo’ di mascotte. Ognuno combatte le sue battaglie con raziocinio, non tralasciando i richiami dei precordi. Costa è un gattaro universalmente noto. E non è certo in sintonia con l’ideologia politica dell’attuale governo, infatti sull’avambraccio reca un tatuaggio di Mao, una sorta di amuleto. Eppure, è stato scelto per guidare la riscossa di Palermo, non senza suscitare mormorii riassumibili nella frase di disappunto: ‘Ma con tanti che c’erano dei nostri, giusto giusto un comunista siete andati a pescare?’.

I numeri dei positivi, elaborati dall’Ufficio statistica della struttura commissariale, indicano, con qualche sobbalzo, una discesa nell’area metropolitana di Palermo: da quasi duemila del 2 febbraio agli 849 di lunedì. L’ultimo bollettino, però, segna un significativo rialzo ed è un rinnovato sobbalzo che approfondisce il dilemma: ne stiamo uscendo oppure no?

LA TABELLA

Le oscillazioni dei contagi

“Siamo messi complessivamente bene – spiega Costa – la variante Omicron si manifesta con una aggressività praticamente inesistente per i vaccinati. Al drive in della Fiera, ormai, becchiamo il dieci per cento di positivi ed eravamo al trenta per cento nelle settimane dopo le vacanze. Credo che a Palermo possiamo stare sereni, le terze dosi vanno forte: su 2500 somministrazioni quotidiane, circa duemila sono booster. Ecco il dato di oggi: 552 tamponi in fiera e 103 positivi, che stanno bene. E’ come se con Omicron stessimo ricevendo un quarto richiamo naturale. Ora dovremo essere bravi a migliore l’immunizzazione con nuovi vaccini. Chi ha la terza dose può stare tranquillo e non avrà il Coronavirus con sintomi gravi, se non in condizioni eccezionali di mancata risposta immunitaria. Se lei mi ritroverà qui tra un anno come commissario? Non lo so. Ma spero che questa esperienza di medicina di prossimità venga comunque salvata. Il dato saliente non è il destino della singola persona, ma la valorizzazione di una squadra che ha affrontato la pandemia a mani nude, correndo rischi non piccoli”.

Renato Costa

Il dramma dei fragili

“La situazione oggi è migliore rispetto a ieri – dice la dottoressa Tiziana Maniscalchi, nominata primario del pronto soccorso Covid dell’ospedale ‘Cervello’ -. I ricoveri si riducono e siamo passati da settanta a trenta accessi giornalieri. C’è sempre il dramma dei non vaccinati e dei vaccinati, anche con tre dosi, fragilissimi e immunodepressi. In particolare, purtroppo, molti trapiantati vanno malissimo, perché non riescono a sviluppare gli anticorpi. Tanti giovani, fra di loro, soffrono sintomi gravissimi. E poi ci sono diverse persone in condizioni critiche con una seconda somministrazione risalente nel tempo. L’invito è quello di accedere immediatamente al booster se si hanno i requisiti. Cosa ci riserva il futuro? Ritengo che ci sarà, come sempre, una notevole differenza tra vaccinati e non vaccinati e che dovremo stare attentissimi ai pazienti meno protetti. La sfida sarà vinta, quando ognuno imparerà a essere responsabile senza costrizioni. Se io ho avuto un contatto con un positivo, non è opportuno che vada a trovare i nonni. Sì o no alla mascherina all’aperto? Io continuerò a indossarla perché rappresenta una barriera fondamentale”.

ospedali palermitani
Tiziana Maniscalchi

Sos Ospedale dei bambini

Nel frattempo non si abbassano i livelli di impegno per Covid all’Ospedale dei Bambini di Palermo. “Abbiamo tanti ricoveri provocati dal Coronavirus – dice la dottoressa Marilù Furnari, dirigente medico della direzione sanitaria del nosocomio -, circa sei o sette al giorno di media. Sono tutte situazioni abbastanza tranquille che si risolvono in uno o due giorni, ma si tratta di casi che hanno bisogno dell’ospedalizzazione. A gennaio abbiamo avuto 172 ricoveri. I piccoli pazienti ricoverati hanno meno di cinque anni, in genere, cioè sono non vaccinati. Non possiamo fare altro che auspicare che arrivino le somministrazioni anche al di sotto di quella fascia d’età”.

Marilù Furnari

Il Covid sta finendo? E’ il ritornello sbagliato da canticchiare, se immaginiamo qualcosa che, d’improvviso, scompare. Più saggio prepararsi, con gli occhi aperti, a una tregua che, ardentemente, si vorrebbe duratura. Nella pagina Facebook della struttura commissariale di Palermo una foto riassume il desiderio di tutti, mostrando la bellezza di un arcobaleno in una mattina di pioggia.


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Commenti

    Basta, siete ossessionati

    Per favore risparmiateci questa barzelletta del comunista. Siamo vecchi e sappiamo che a sinistra per molti si tiene il portafoglio.

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