PALERMO – “Oggi la mafia non spara, ma uccide i nostri giovani con il crack, la droga low-cost che ormai circola anche nei comuni più piccoli, con meno di 1000 abitanti. Usa i social per esercitare il suo consenso e attrarre minori, in un momento in cui la tensione emotiva verso Cosa nostra si è abbassata. Serve sempre di più la mobilitazione civile in grado di sensibilizzare i giovani: per questo sarò alla 43esima marcia antimafia e antidroga Bagheria – Casteldaccia organizzata dal centro studi Pio La Torre”.
Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, annunciando la sua partecipazione il prossimo 26 febbraio al corteo con studenti, associazioni, sindacati, arcidiocesi e Comuni del comprensorio lungo quella via dei Valloni scelta dai killer come strada di fuga nel cosiddetto ‘Triangolo della morte’.
Il corteo
“Proprio Bagheria – ha aggiunto Cracolici – è stata teatro di una delle più importanti operazioni antimafia, con 181 arresti, seconda solo a quella che si fece all’indomani del pentimento di Buscetta, con nomi e cognomi ricorrenti a distanza di anni, segno di una mafia che si tramanda come i titoli dinastici. I boss sono sempre pronti a riorganizzarsi, non possiamo arretrare”. La partenza del corteo sarà alle 9 da piazza ‘Vittime della mafia’ a Bagheria per concludersi alle 11 circa in piazza Matrice, a Casteldaccia.

