MESSINA – “La Formazione va scardinata completamente perché è attualmente un sistema di spartizione clientelare dei fondi pubblici che ha danneggiato i giovani”. Lo ha detto stamani il presidente della Regione Rosario Crocetta al comune di Messina commentando gli scandali della Formazione Regionale. “Soltanto l’1,5 percento dei giovani – ha proseguito Crocetta – che hanno fatto formazione professionali in questi enti hanno trovato lavoro, mi pare che il fallimento sia evidente. Il danno erariale lo stiamo cominciando ad arginare perchè nel nuovo piano giovani che abbiamo fato con l’assessore Scialabra di 100 mln di euro i soldi li abbiamo trovati sottraendoli alla formazione ‘deviata, perchè da 330 mln di euro siamo passati a 230 mln. Sono ancora troppi perchè noi riusciamo a coprire i bene i posti dei formatori spendendo di meno e trovo allucinante che si sono enti di formazione che hanno del personale che non fanno lavorare e creano nuovo precariato, non capendo che la musica è cambiata. Si dovrà fare ancora chiarezza su altri enti a Palermo, Trapani e si deve fare ancora molta chiarezza su altre realtà”.
“Il modello della formazione di Genovese – continua il presidente della Regione – era il modello della Regione Siciliana, e lui non era l’unico. Ora si deve cambiare, vogliamo sbarazzarci di questi enti. E’ incredibile che qui in Sicilia non fossero accreditate le Università e le scuole”.
“Non so se Genovese sarà condannato o meno, però credo che un parlamentare sia come ogni altro cittadino e non può avere privilegi di nessuno tipo quindi per chiunque, e non entrando nel merito della vicenda di Genovese, io voterei sì per l’arresto”, ha detto Crocetta stamani al Comune di Messina. “Questo sistema di formazione – prosegue Crocetta – io l’ho sempre respinto”. Ai giornalisti che gli domandavano se pensa di essere stato eletto anche con i voti di chi ha sfruttato la formazione Crocetta ha risposto: “Non penso che i voti arrivati da questo sistema della formazione siano stati importanti per la mia elezione. Io ho preso il 5 per cento in piu’ del mio avversario credo, quindi quei voti sono stati non determinanti e poi non credo abbiano votato a me. D’altronde io non ho fatto nessun patto con nessuno e quando sono venuto qui a Messina in campagna elettorale ho detto che volevo scardinare il sistema della Formazione. Se chi mi ha votato era d’accordo con quel sistema ed è masochista non ci posso fare nulla”.
“Per quel che riguarda la ricomposizione del governo regionale allargheremo ad altre forze intermedie e il Pd può rivedere la sua delegazione, ma deve dare assessori che si dedichino a tempo pieno al governo. Non abbiamo bisogno di assessori part time”, ha detto Crocetta. “Abbiamo – ha aggiunto – bisogno di assessori che si dedichino al governo 16-18 ore al giorno. Vogliamo assessori che siano onesti competenti capaci con professionalità e dedicarsi a tempo pieno all’attività di governo. Dovrà essere rispettato il criterio della parità di genere”.
Crocetta rivendica l’operato della sua giunta: “Raggiungere i limiti di spesa europei, abolire le Province, introdurre il doppio voto di genere, salvaguardare tutti i lavoratori e tutti i precari, in una condizione finanziaria terrificante che abbiamo ereditato, cominciare a rilanciare lo sviluppo attraverso 19 Zone Franche, urbane, avere rotto le gambe ad i padroni della formazione che rubavano i soldi pubblici, un piano giovani da 100 milioni di euro. Mi si spieghi in quanti anni dei precedenti governi solo queste semplici cose sono state fatte…”, dice il presidente ai giornalisti a margine del congresso regionale della Cgil ad Aci Castello.
Alla tavola rotonda in programma al congresso della Cgil avrebbe dovuto prendere parte anche il vicepresidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello. Ma come accaduto la settimana scorsa con il presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante, il rappresentante degli industriali ha dato forfait.

