PALERMO – Il gip di Palermo Agostino Gristina ha disposto la perizia parziale sulle intercettazioni tra il medico Matteo Tutino e il governatore siciliano Rosario Crocetta, limitando il riascolto e la trascrizione delle conversazioni tra i due alle sole intercettazioni “offerte” dalla polizia giudiziaria. Un parziale limite alle richieste dei legali dei giornalisti dell’espresso Piero Messina e Maurizio Zoppi autori dell’articolo in cui venne pubblicata la notizia dell’esistenza di una intercettazione in cui Tutino augurava all’allora assessore alla Sanità Lucia Borsellino di saltare come il padre. L’esistenza della conversazione è stata seccamente smentita dalla procura che ha indagato i due giornalisti per diffusione di notizia falsa e per calunnia, avendo, entrambi, indicato la fonte dell’articolo in un ufficiale del Nas che ha smentito di avere passato l’informazione. La difesa ha chiesto il riascolto, tramite incidente probatorio, di tutte le conversazioni tra i due agli atti della procura, comprese quelle presenti nei brogliacci. Il gip ha, invece, limitato il lavoro del perito oggi nominato. I pm – all’incidente probatorio erano presenti l’aggiunto Leonardo Agueci e il sostituto Claudio Camilleri – in apertura di udienza avevano chiesto la revoca dell’ammissione dell’incidente probatorio, sostenendo che non ci fossero i presupposti e che, comunque, pendendo ancora l’indagine per truffa su Tutino, sussistesse il segreto investigativo. L’istanza è stata respinta. A circa tre mesi dall’inizio dell’indagine la procura ha chiesto per entrambi i giornalisti il processo col rito immediato: sulla richiesta il gip non si è ancora pronunciato.
“Siamo convinti che la telefonata tra Crocetta e Tutino esista e che la vicenda non nasconda nessun complotto”. Lo dicono i legali Carlo Federico Grosso, Nino Caleca e Fabio Bognanni, difensori dei giornalisti Piero Messina e Maurizio Zoppi, che a luglio pubblicarono la notizia di una intercettazione tra il governatore e il suo medico in cui quest’ultimo auspicava che Lucia Borsellino facesse la fine del padre. I legali hanno preso parte all’incidente probatorio disposto nell’ambito dell’inchiesta per calunnia e diffusione di notizia falsa aperta dalla procura di Palermo a carico dei due cronisti de L’Espresso. “I giornalisti – hanno aggiunto i legali – hanno agito nella consapevolezza di esercitare un vero e proprio dovere di cronaca”. (ANSA).

