PALERMO – Da lunedì mattina, 26 gennaio, prenderanno avvio all’Arenella le operazioni di rimozione di rifiuti e rottami di imbarcazioni presenti sulle parti comuni della banchina, mentre è già in corso, e proseguirà nei prossimi giorni, la bonifica dello specchio acqueo attraverso il battello “spazzamare”, con l’obiettivo di garantire condizioni adeguate di sicurezza, igiene e decoro ambientale. Un intervento immediato di pulizia e ripristino delle aree interessate da parte dell’AdSP, anche per rispondere prontamente alle segnalazioni pervenute dagli abitanti dell’Arenella che hanno segnalato le criticità emerse dopo il passaggio del ciclone Harry.
Tardino: “Dimostrata l’attenzione per il territorio”
“L’AdSP conferma così l’attenzione costante verso il territorio, l’ambiente e le esigenze della comunità, agendo con prontezza e concretezza per tutelare uno degli approdi storici della città. La salvaguardia del mare, la sicurezza delle infrastrutture portuali e la qualità dei servizi restano priorità assolute della nostra azione amministrativa”, ha dichiarato Annalisa Tardino, commissario straordinario dell’AdSP.
Nel frattempo si sta pianificando l’attività di pulizia straordinaria da Sant’Erasmo all’Acquasanta, è stata emanata l’ordinanza di interdizione al traffico veicolare di tre banchine (all’Arenella, all’Acquasanta e al porto industriale), e sono stati effettuati costanti sopralluoghi tecnici.
Inoltre, il porto di Licata è già interessato da un’attività di bonifica dai rifiuti galleggianti provenienti dalla foce del fiume Salso; si sta provvedendo al ripristino dell’illuminazione nel porto di Sciacca ed è stata avviata la pulizia nello scalo di Porto Empedocle.
L’AdSP interviene anche sui danni provocati al porticciolo dell’Acquasanta dalla mareggiata del 20 e 21 gennaio che, secondo notizie di stampa, sarebbero stati causati anche dai lavori in corso sul molo foraneo. In realtà, spiega in una nota. I lavori di consolidamento sono attualmente concentrati sul lato interno del molo, in un tratto già protetto verso mare da nuovi massi, posizionati secondo il progetto. In quell’area la diga risulta, anzi, più solida rispetto alla situazione precedente ai lavori, come dimostra l’assenza di problematiche strutturali. I danni subiti, conclude la nota, non sono in alcun modo riconducibili ai lavori in corso, ma esclusivamente all’eccezionale intensità della mareggiata.

