Da problema a risorsa |Nel disegno proposto dalla Uila - Live Sicilia

Da problema a risorsa |Nel disegno proposto dalla Uila

Curare verde pubblico e ambiente, riducendo i costi e valorizzando la risorsa costituita dalla professionalità di migliaia di forestali. Questo il contenuto del disegno di legge elaborato da UIL e UILA per offrire alle forze politiche regionali una riforma profonda del settore.

Forestali
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CATANIA – Un disegno di legge regionale per utilizzare l’esercito di Forestali, placare le polemiche che li hanno dipinti come dei parassiti e, nello stesso tempo, rendere efficienti i servizi di cura del verde da parte dei Comuni. È questa la proposta delle segreterie provinciali di UIL e UILA che stamattina hanno illustrato i potenziali vantaggi di quanto predisposto dal sindacato, in termini di valorizzazione delle risorse umane ma, soprattutto, di miglior utilizzo dei fondi loro destinati. “Progettualità innovative e scelte politico-amministrative della Regione Siciliana – spiegano – andranno a integrare le attività tradizionali di manutenzione delle fasce boschive e di prevenzione e spegnimento incendi, con nuove e importanti competenze dei lavoratori forestali in un’ottica di razionalizzazione delle risorse, anche umane, a tutto vantaggio del territorio e dei cittadini”.

Una proposta di legge, dunque, che intende riformare l’intero settore, ponendo fine, nello stesso tempo, alla lunga scia di polemiche che la categoria attira su di sé da tempo. “Per la prima volta, non siamo qui a elemosinare risorse, accusa che spesso viene rivolta ai Forestali – afferma a LiveSiciliaCatania Nino Marino, segretario provinciale UILA – ma per offrire la nostra competenza e la nostra forza lavoro e metterla a disposizione non solo del patrimonio boschivo dell’Isola, ma anche per la cura verde pubblico che gli Enti locali in difficoltà non riescono a garantire”.

Sono circa 27 mila i forestali in tutta la Sicilia, quasi 5000 nella sola provincia di Catania, la maggior parte dei quali assunti a tempo determinato, con una spesa per la Regione che si aggira intorno ai 400 milioni di euro. “Se daremo la gestione del verde pubblico a queste risorse – aggiunge Marino – non solo assicureremo la cura di quegli spazi nelle città e nei Comuni, ma utilizzeremo meglio le risorse disponibili, anziché disperderle in mille rivoli. I fondi dobbiamo spenderli comunque – co0nclude – tanto vale che vengano utilizzati con criterio”.

Un aspetto sottolineato anche da Andrea Cavallaro, segretario organizzativo della UILA, secondo cui, con questo disegno di legge, i Forestali smetterebbero di essere identificati come parassiti e sfruttati appieno nelle loro competenze. “Questa proposta, oltre tutto – spiega Cavallaro – non comporta alcun esborso economico in più: la spesa sarebbe la stessa, ma aumenterebbe l’efficienza e l’efficacia del lavoro svolto”. La proposta, elaborata dalla UILA di Catania a breve potrebbe già arrivare all’Ars per essere discussa. La sfida è quella di renderla operativa già dalla prossima stagione estiva.

 

 


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Commenti

    27.000 forestali, cioè 5.400.000 euro che entrano (legittimamente, sia chiaro) nelle casse dei patronati/sindacati soltanto per il disbrigo delle pratiche della disoccupazione agricola!

    Entrata media = 200 euro per domanda, devoluti volontariamente dagli stessi forestali.

    A chi mai potrebbe interessare una sorta di loro stabilizzazione, visto che da ciò deriverebbe la perdita del diritto alla indennità di disoccupazione (quindi anche della “devoluzione” di cui sopra) ?

    Dico questo per far riflettere, tanto i pasdaran del “mandiamoli a casa”, che i fan del “teniamoli con i contratti a termine”, che tanto, in un mondo di ciechi, beato chi ha un’occhio …

    Nell’ultima categoria, per ovvi motivi, ci sono anche i politici!

    La soluzione possibile?

    Blocco “feroce” e assoluto del tur over e prepensionamenti (in deroga) per sfoltire il numero, poi contrattualizzazione a tempo indeterminato dei rimanenti (anche per fare quelle cose che dice la Uila).

    Ciò verrebbe a costare di meno di quanto costa attualmente il comparto forestale nel suo complesso (prestazioni Inps comprese ed effetti negativi legati al lavoro nero di chi ha mesi e mesi liberi da sfruttare).

    Controindicazioni?

    Se così le vogliamo definire sono tutte per quei soggetti che sulla precarieta’ dei forestali hanno un qualche guadagno, sia esso di natura elettorale, che economico.

    C’è qualcuno che vuole accettare questo tipo di sfida?

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