Catania, incendio e bando per ricostruire: il destino del 'Cutuliscio'

Dall’incendio al bando per la ricostruzione: il destino del ‘Cutuliscio’

Due fronti in campo sul recupero del teatro: quelli della Città Metropolitana e della Procura

CATANIA – Dalla feroce devastazione delle fiamme dell’11 novembre scorso alla chiusura del bando (domani, 24 febbraio) per l’avvio della ricostruzione. La strada che porta alla rinascita del cosiddetto teatro ‘Cutuliscio’, è ancora lunga. Ma da qualche parte occorreva cominciare: ed il primo appiglio è l’accoglimento della proposta più ‘virtuosa’ (in termini economici, e non solo) che da domani verrà pressa in considerazione rispetto a quelle arrivate alla Città Metropolitana. 

L’incendio del ‘Cutuliscio’ e il bando

Sul piatto ci sono 1,2 milioni di euro per la progettazione e riqualificazione del Padiglione C1 de Le Ciminiere. Cifra quasi irrisoria rispetto al necessario. Ma, come detto, si tratta solo di un inizio prima di una fase di recupero ben più ampia e che chiama in ballo almeno 15 milioni di euro. 

In questa fase verranno tenute in considerazione quei progetti che hanno messo nero su bianco criteri ‘innovativi e tecnologici al passo con i tempi’.  Il passaggio del ciclone Harry ha rischiato di declassare il danno subito da un luogo divenuto centrale nell’organizzazione di diversi momenti che hanno interessato la città di Catania e il suo territorio. 

Campisi: “Interlocuzione col Governatore”

“Stiamo proseguendo nell’interlocuzione portata avanti con il presidente della Regione, Schifani – spiega il consigliere della Città Metropolitana, Alessandro Campisi -. Da parte sua c’è stata massima attenzione così come c’è stata da parte dei diversi rappresentanti dell’Ars, del parlamento nazionale ed europeo. Il passaggio del ciclone ha inevitabilmente riproposto altre urgenze ma, anche grazie all’interlocuzione del sindaco Trantino, dalla presidente della Regione prosegue l’attenzione su un sito che ci auguriamo possa tornare a essere presto il fiore all’occhiello di Catania e di tutta la provincia”.

L’inchiesta della Procura

La parte del padiglione C1 resta, intanto, ancora sequestrata. Del resto, sull’incendio che ha mandato in cenere il famoso Ciotolone progettato dall’architetto Giacomo Leone, va ricordato che pende un’inchiesta della Procura della Repubblica di Catania. Sono due i reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, titolare del fascicolo: incendio e disastro colposi. Non si esclude che nei prossimi giorni possa emergere qualche novità di sorta. 

Il sequestro e il ‘danno alla rete viaria’

Nei giorni scorsi, intanto, dal Comitato pendolari Siciliani è stato rilanciato un appello che rischia di passare inosservato. “Dal 13 novembre 2025 -scrivono -, la circolazione presso la Stazione Centrale di Catania è fortemente limitata a causa della chiusura di tre fasci di binari su sette, restrizione che impedisce il regolare ricovero dei treni e la gestione delle coincidenze. Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell’incendio che ha colpito il centro fieristico “Le Ciminiere” della Città Metropolitana di Catania. 

Questa limitazione operativa ha comportato, dalla sera dell’evento (12/11/2025) a oggi, la cancellazione di circa 30mila km-treno nei collegamenti tra Catania Aeroporto Fontanarossa, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini. Una riduzione drastica del servizio – concludono – che sta esasperando migliaia di pendolari, studenti e turisti. A determinare il blocco dei tre binari è la presenza di un’impalcatura prospiciente il sedime ferroviario della stazione centrale, nonostante siano passati mesi e la struttura abbia resistito persino ai venti estremi del Ciclone Harry, non si registrano passi in avanti per la sua rimozione”.

La speranza di fare in fretta

Su questo versante – ci dicono dalla Città Metropolitana – si sta tentando di trovare una soluzione possa permettere di smontare il ponteggio sequestrato. In questo senso, prosegue il confronto con il Comando provinciale dei vigili del fuoco. Intanto, occorre cominciare da qualche parte.
Con la chiusura del bando di domani la speranza è che il primo passo consenta di dare finalmente un’accelerata necessaria prima ancora che doverosa. 


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