Salute a rischio, va ai domiciliari |Primo scarcerato a Palermo

Salute a rischio, va ai domiciliari |Primo scarcerato a Palermo

Salute a rischio, va ai domiciliari |Primo scarcerato a Palermo

Si tratta di un detenuto, accusato di maltrattamenti in famiglia

PALERMO – È difficile fare una statistica, ma dovrebbe trattarsi del primo scarcerato a Palermo per evitare conseguenze irreparabili alla sua salute qualora dovesse essere contagiato dal Coronavirus.

Il giudice Luisa Trizzino del Tribunale di Palermo ha accolto la richiesta dell’avvocato Mariangela Spadafora e ha concesso gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico a un uomo di 52 anni, originario di Villabate, accusato di maltrattamenti in famiglia. C’erano state altre scarcerazioni, ma stavolta il giudice ha parlato con chiarezza nella motivazione dell’emergenza Coronavirus.

“Il detenuto risulta affetto da pluripatologie invalidanti – scrive il giudice – che lo espongono ad un oggettivo elevato rischio per la vita in caso di infezione da Covid-19 con conseguenze irreparabili per il medesimo, per la restante popolazione detenuta ristretta presso questa struttura penitenziaria, nonché per il personale di polizia penitenziaria e personale operante”.

L’uomo era rinchiuso al carcere Pagliarelli di Palermo. L’anno scorso è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per un’ischemia cerebrale. Secondo il giudice, gli arresti domiciliari con il braccialetto sono sufficienti ad evitare i contatti con le persone offese, madre, moglie e figli, che nel frattempo si sono trasferiti altrove. Sempre al Pagliarelli ieri alcuni detenuti in regime di “alta sicurezza” hanno scritto al direttore per manifestare le loro paure. A fare proprie le richieste dei detenuti è intervenuta la Camera penale (leggi l’articolo “Domiciliari e libertà vigilata per i detenuti”).


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