Di Maio e l'inchiesta firme false | "Siamo in apprensione"

Di Maio e l’inchiesta firme false | “Siamo in apprensione”

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Luigi Di Maio
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Il vicepresidente della Camera: "I pm ci dicano la verità". Grillo agli indagati: "Sospendetevi".

Il caso Palermo
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ROMA – “Siamo in apprensione e chiediamo alla magistratura di farci sapere la verità”. Così Luigi Di Maio (M5S) ad un videoforum dell’Ansa, a proposito della vicenda delle firme false a Palermo. Poi Di Maio aggiunge: “Ho sempre pensato che quando una forza politica commette un errore la si giudica da come reagisce. Noi abbiamo chiesto l’autosospensione di coloro che risulteranno nel registro degli indagati anche se il registro degli indagati non è pubblico. Non credo che la vicenda delle firme false possa incidere sul referendum costituzionale, chi la strumentalizza senza averne alcuna credibilità sbaglia e si illude che possa danneggiare il No”. E ancora: “E’ una vicenda che riguarda il 2012, le firme sono state raccolte per una lista che non ha mai eletto nessuno e in questi giorni si sta facendo sembrare che siano firme che riguardino l’elezione dei parlamentari del M5S, cosa non vera”.

“Di Maio è sempre più imbarazzato sulle firme false in Sicilia. È la rappresentazione, come è stato per Quarto, della cattiva coscienza dei vertici dei 5 stelle”. Lo afferma Ernesto Carbone, della segreteria Pd. “Di Maio sa benissimo che dopo aver provato a nascondere lo scandalo, definendo solo copiate delle firme palesemente false, non ha alcuna credibilità e non può far altro che appellarsi all’autosospensione. Otto indagati, circa trenta persone coinvolte e i vertici che, a cominciare da Grillo, sapevano e hanno mentito come emerge dalla confessione della dimissionaria Claudia La Rocca. Si dimettano e dimostrino di avere a cuore almeno il rispetto della legge e il destino del Movimento”, conclude.

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