Di Salvo:”Condividiamo l’appello |contro legge sui Centri Storici” - Live Sicilia

Di Salvo:”Condividiamo l’appello |contro legge sui Centri Storici”

La giunta Bianco sostiene l'appello delle associazioni civiche e ambientaliste per non espropriare i Comuni dalla possibilità di pianificare il patrimonio edilizio dei Centri Storici.

urbanistica
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CATANIA – “L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Enzo Bianco sostiene e condivide i rilievi mossi da diverse associazioni al disegno di legge all’esame dell’Assemblea Regionale che di fatto rischia di espropriare i Comuni dal diritto della pianificazione urbanistica dei Centri Storici”. Lo afferma in una nota l’assessore all’Urbanistica del Comune di Catania Salvo Di Salvo a proposito dell’appello alla Regione Siciliana sottoscritto da associazioni ambientaliste e civiche per modificare alcune parti della proposta legislativa che non tiene conto delle specificità territoriali nella gestione del patrimonio edilizio dei centri storici dell’isola.

“In occasione di un recente incontro con il neoassessore Maurizo Croce e prima ancora al Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica Regionale -spiega Di Salvo- ho evidenziato le stesse oggettive considerazioni che le Associazioni hanno esposto ritenendo che i Comuni e quindi i Consigli Comunali non possano essere espropriati dalla scelta di autodeterminarsi sulle scelte urbanistiche del territorio. La legge -aggiunge Di Salvo- rischia di compromettere il patrimonio architettonico edilizio dei centri storici senza che i Comuni possano intervenire, visto che ogni singolo progetto di riqualificazione è rimesso alla valutazione di un tecnico di parte. La normativa, inoltre, non tiene conto delle caratteristiche storiche diverse delle realtà territoriali siciliane, poiché tante sono diversità dei vari Centri storici anche a distanza di pochi chilometri e questo è francamente inaccettabile”.

Di Salvo ritiene invece idonea la classificazione delle Tipologie Edilizie che la proposta di legge elenca: “Suggeriamo anzi -spiega ancora Di Salvo- l’opportunità di classificare quel Patrimonio edilizio di transizione definito tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che non assume un vincolo storico ma di pregiata Architettura, la cui determinazione è giustamente rimessa ai Comuni e alla Sovrintendenza”.

Il titolare dell’urbanistica al Comune di Catania ricorda inoltre che “l’Amministrazione Bianco ha già definito la variante del Centro Storico ai sensi della Circolare 3 del 2000 ancora non condivisa con la città proprio perché si aspetta di verificare come la legge una volta approvata possa incidere sulla nostra proposta. La variante è stata definita principalmente sulla conservazione del nostro patrimonio architettonico e culturale, un gioiello settecentesco di pregiata bellezza e di interesse storico. Ma nel contempo definisce in modo dettagliato la proposta determinando puntuali interventi per rigenerare tessuti edilizi non pregiati purtroppo caratterizzate da evidenti sacche di degrado, causa che negli scorsi anni dello svuotamento del Centro Storico, ma anche di renderli sicuri anche sull’efficienza sismica”.

“Siamo convinti –aggiunge Di Salvo- che riqualificare il Centro Storico vuol dire anche renderlo abitabile, vivibile, fruibile e metterlo in sicurezza in tutti i suoi aspetti ma dai Centri Storici si può far ripartire anche un’economia turistica, commerciale e sociale e per questo dividiamo la necessità di individuare provvedimenti normativi che abbiamo lo scopo da una parte di riqualificare il territorio e nel contempo rilanciare l’economia del comparto edilizio. E per questo riteniamo che l’attuazione della circolare n.3 del 2000 sia il procedimento che con processi amministrativi adeguati e immediati, megliopermette di intervenire nei Centri Storici con Variante Urbanistica”. Di Salvo infine ricorda come fin dall’inizio del mandato la giunta Bianco si sia contraddistinta per “un modello di urbanistica partecipata promossa con il Regolamento Edilizio e prossimamente con la Variante Urbanistica perché riteniamo che le scelte importanti di cambiamento debbano essere condivise con il contributo della stessa città nelle sue diverse articolazioni”.

 


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