Mafia e droga: vita da Narcos | Gli scatti segreti degli incontri - Live Sicilia

Mafia e droga: vita da Narcos | Gli scatti segreti degli incontri

I narcos cubani fotografati in aeroporto dai finanzieri

Incontri in aeroporto e nei parcheggi: chi finanzia i traffici?

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PALERMO – Si davano appuntamento in aeroporto, al ristorante o nel parcheggio dei centri commerciali. Sono i nuovi signori della droga. Alcuni sono stati arrestati, altri hanno fatto perdere le proprie tracce. I finanzieri del Goa della polizia tributaria li hanno pedinati e fotografati. Ed  da questi scatti che parte un nuovo filone investigativo.

La mafia c’è, ma non si vede. Forse non è la mafia nota alle recenti cronache giudiziarie. Placido Anello e Alessandro Bono, così dicono gli investigatori, erano tra i più attivi nei traffici. Il primo aveva base operativa in Germania, mentre il secondo si muoveva tra Torretta e Carini, in provincia di Palermo.

Anello vendeva la roba poi smerciata nelle piazze palermitane. Bono aveva attivato un contatto diretto con i narcos colombiani, riuscendo nel tentativo fallito da altri apparentemente più “qualificati” di lui, di attivare un canale diretto con il Sudamerica. Delle due l’una: o ci sono dei livelli superiori che sfuggono al controllo investigativo, oppure oggi a Palermo c’è chi gode di libertà di movimento.

Finora in città sono stati intercettate compravendite, alcune riuscite e altre solo tentate, che non superavano i venti chili per volta. Siamo lontani dagli anni della Pizza Connection in cui Cosa nostra faceva soldi a palate. E lontani sono pure i numeri dei traffici gestiti dai calabresi, che restano i veri padroni della polvere bianca. Un chilo di cocaina si compra 35 mila euro.

Una volta immesso sul marcato frutta quei capitali che alimentano le altre compravendite. Mettersi in affari con la droga non è una missione impossibile. La faccenda sale di livello quando i colombiani fiutano che con i palermitani si possono fare grandi affari a tal punto da decidere di inviare i loro emissari in Sicilia. Molti volti sono rimasti impressi negli scatti dei finanzieri che sono a caccia dei finanziatori. Alla vicenda dedica un altro articolo il nuovo numero del mensile S in edicola.


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