PALERMO – Era ossessionato dalle questioni familiari. Matteo Messina Denaro voleva essere informato su tutto e tutti. Ordinava alle sorelle resoconti dettagliati per iscritto spediti via posta. A volte, però, non bastavano a soddisfare la sua famelica necessità di informazioni. E allora le sorelle ricorrevano alle riprese di una telecamera.
Filmavano e a loro volta venivano filmate dalla polizia che aveva piazzato le microspie nella casa di famiglia, in Via Alberto Mario a Castelvetrano. Fa un certo effetto vedere le immagini e pensare che l’allora inafferrabile latitante era in contatto con la cerchia ristretta dei parenti. Si scrivevano e si scambiavano informazioni e soldi.
La stazione di posta non era un luogo insolito, ma la casa di campagna a Castelvetrano dove il padrino, così emerge dalla corrispondenza trovata nel suo covo, si faceva vivo per lasciare plichi sigillati. Lo cercavano ovunque ed era lì, nei luoghi del cuore.
Ad un certo punto in famiglia capirono e scrissero “la ferrovia è interrotta”. Messina Denaro seppe delle telecamere e dei controlli nella ex ferrovia alle spalle della casa di campagna. Stop alla consegna della posta.
Ora la Procura di Palermo nella richiesta di arresto delle sorelle Bice e Giovanna Messina Denaro, non ascolta dal Gip ma è stato presentato appello, scrive che i motivi dell’annullamento dello scambio non sono stati ancora pienamente ricostruiti.
Una intuizione del latitante o fu informato da una talpa?
Dal 2020 Giovanna e Bice (Patrizia è stata scarcerata a luglio 2025 e Rosalia è detenuta) gli inviavano dei resoconti per immagini: una breve descrizione dello stato di salute dell’anziana madre, le notizie sulla figlia Lorenza, le informazioni sui familiari detenuti, tra cui il cognato Filippo Guttadauro (marito di Rosalia) e il figlio Francesco, entrambi sottoposti al 41 bis.
Giovanna se ne andava in giro per la casa a filmare la stanza dove Rosalia trascorreva del tempo, quella della figlia Lorenza quando era ancora piccola con i suoi giocattoli, la gigantografia del padre, don Ciccio Messina Denaro appesa alla parete. Immagini e luoghi per far sentire al fratello il calore della casa.
La conferma della effettiva ricezione da parte del latitante dei Dvd si è avuta grazie al rinvenimento all’interno del suo covo del frontespizio di un manuale d’istruzione di una video-camera marca Sony.
Ulteriore riscontro è arrivato da una lettera mai spedita alle sorelle. “Giovanna mi ha mandato nel filmino delle immagini con questo bambino… credimi vedendolo non ho provato nulla dentro di me, ma proprio nulla, questa gente non fa più parte di me, e non riconosco nessun erede…”, diceva del nipote.
“Ho visto da poco il filmino e vi rispondo a qualcosa inerente ad esso… avete fatto la torta alla mamma, ho visto che ha spento la candelina al primo colpo, avete fatto bene a farle la torta… … Mi è piaciuto che sulla torta della mamma avete fatto scrivere “buon compleanno mamma”, si ha passato tanti dolori nella sua vita e non ha saputo degli ultimi, Gaspare e Saro (i cognati Gaspare Como e Rosario Allegra ndr), però ha a voi, non lo capisce, però è fortunata ad avervi. Sul filmino non ho altro da dirvi, passo ad altro…”, scriveva il 12 gennaio successivo.
La madre Lorenza Santangelo aveva festeggiato il compleanno il 20 settembre 2021. Messina Denaro probabilmente era lì vicino, ma dovette stare lontano da casa. Presentarsi sarebbe stato un azzardo anche per l’inafferrabile latitante che se ne andava in giro tranquillamente a Castelvetrano e dintorni mentre la zona e le case di famiglia erano piene di telecamere. A gennaio 2023 i carabinieri del Ros lo hanno ammanetto.

