PALERMO – Gli immobili pubblici, anche se ospitano uffici dello Stato, devono pagare l’Imu se a gestirli è un soggetto privato. E’ questa la decisione della commissione provinciale tributaria di Palermo che, con una sentenza dello scorso 11 luglio, depositata il 20 agosto, ha dato ragione al Comune e condannato la Investire Sgr al pagamento di quasi 600 mila euro.
Si tratta di una controversia che risale al 2012 e che riguarda la società che gestisce il Fip, Fondo immobili pubblici, che a Palermo conta numerosi edifici occupati da enti come l’Inps, l’Inail e l’Agenzia delle Entrate. Secondo Palazzo delle Aquile, infatti, su questi immobili bisognava pagare l’Imu visto che l’esenzione non era applicabile dal momento che, pur trattandosi di edifici che ospitano enti pubblici che perseguono fini istituzionali, a esserne proprietario è un soggetto privato; una tesi giudicata corretta dalla commissione, che ha così condannato la Investire (che gestisce fondi immobiliari per 7 miliardi di euro in tutta Italia) a pagare al Comune 582 mila euro, più 5 mila euro di lite.
“Una delle scelte organizzative adottate nel 2018 – dichiara l’assessore comunale al Bilancio, Antonio Gentile – è stata quella di potenziare l’ufficio contenzioso tributario e di concentrare tutta la gestione del contenzioso, prima suddiviso in tre uffici a seconda del tributo, in un’unica struttura qualificata. E’, infatti, necessario che l’istruttoria e la rappresentanza in giudizio siano sempre più in grado di filtrare le controversie non sostenibili e di difendere al meglio le ragioni dell’erario comunale. I risultati cominciano ad arrivare e riguardano controversie di rilevante valore”.

