PALERMO – I segnali che da timidi hanno fatto registrare un consolidamento nell’ultimo trimestre del 2015 sono confermati anche nel primo periodo dell’anno in corso. La ripresa del settore edile nella provincia di Palermo è stata agganciata ed è una realtà certificata dai numeri della Cassa edile del capoluogo siciliano (clicca qui per leggere il servizio sul trimestrale Sbc-News) . Dopo un lungo periodo di indicatori preceduti dal segno negativo assume i contorni di un rilancio il report che viene fuori dai dati che vanno da ottobre 2015 alla fine del primo trimestre 2016.
La massa salariale del periodo di riferimento confrontato con lo stesso semestre dell’anno precedente evidenzia un incremento del 4,29 per cento passando dai 44.474.164 euro ai 46.381.013 euro dell’ultimo semestre con una differenza positiva di 1.906.849 euro. Analizzando singolarmente i mesi del periodo preso in considerazione emerge un exploit nel mese di febbraio 2016 in cui rispetto all’anno precedente si è registrata un’impennata di massa salariale pari al 17,59 per cento passando dai 6.132.034 euro ai 7.210.584 euro. Trend positivo si registra anche analizzando i dati disaggregati della massa salariale suddivisi per committenza pubblica, privata e in subappalto considerando sempre il periodo tra ottobre 2015 e marzo 2016 confrontato con l’anno precedente. La massa salariale proveniente da lavori con committente pubblico è passata da 18.372.586 euro dell’anno scorso ai 19.237.487 euro di quest’anno. Novevole incremento per quanto riguarda i lavori in subappalto passati da 683.909 euro a 1.335.062 euro, mentre le opere provenienti da committenti privati sono aumentati (sempre in termini di massa salariale) da 25.417.669 euro a 25.787.467 euro.
E’ questo il segnale che la ripresa economica del comparto edile è stata agganciata. Di conseguenza si registra un andamento con il segno più anche in termini di ore ordinarie, cresciute rispetto all’anno scorso del 1,72 per cento, passando da 4.275.023 a 4.348.561. Il mese dei record tra ottobre 2015 e marzo 2016 è anche in questo caso febbraio, dove il numero di ore ordinarie è cresciuto rispetto all’anno precedente di ben 15,57 punti percentuali. Bene anche la performance registrata a dicembre con un +11,41 per cento che lasciava già presagire dati positivi per l’anno nuovo. A svolgere un ruolo di traino nella coda del 2015 sono stati soprattutto i lavori pubblici, che hanno visto una certa vivacità a Palermo con i grandi cantieri aperti e alcuni anche ultimati nel capoluogo. Una nota positiva dopo tanti anni di crisi in cui il settore delle costruzioni aveva arretrato sempre più con indicatori negativi per anni.
“Finalmente possiamo dire che abbiamo agganciato una timida ripresa economica – dice il presidente della Cassa edile di Palermo Salvo Russo -. Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito a un declino che sembrava senza fine e che invece adesso sta facendo registrare un’inversione di tendenza che fa ben sperare per il futuro. Nutriamo grande speranza nelle opportunità annunciate per l’edilizia, e non solo, sia dal governo nazionale sia dal Comune di Palermo. Certo, ci sarebbe ancora tanto da fare e parecchie opportunità da cogliere per rilanciare in maniera definitiva un settore trainante per l’economia come quello delle costruzioni edili. Ma intanto possiamo senza dubbio tirare un sospiro di sollievo per i numeri che vengono fuori dal nostro osservatorio privilegiato della Cepima, un termometro infallibile per capire lo stato di salute dell’edilizia nel nostro territorio. La committenza pubblica nel 2015 è servita anche per dare nuovo impulso al settore privato che in questi primi mesi del 2016 ha iniziato a mostrare cenni di vivacità. Il momento nero da cui proveniamo ci consente di sorridere e di essere ottimisti davanti agli indicatori positivi che vengono dall’ultimo semestre. Speriamo che questa opportunità non venga sprecata dalle istituzioni e che queste si attiveranno per sbloccare le numerose opere pubbliche di costruzione e manutenzione che rimangono ancora al palo. Dal punto di vista infrastrutturale –conclude il presidente Russo – Palermo ha ancora tanto lavoro da compiere. Sarebbe un peccato non sfruttare questa chance che darebbe ottimo slancio all’economia del territorio, non solo al comparto edile”.
“Da oltre 6 anni la crisi economica manifesta i suoi effetti negativi nell’economia del nostro Paese. Abbiamo assitito per troppi anni ad una significativa riduzione degli occupati nel settore che non trova analogia nel tempo. Gli effetti prodotti e già citati purtroppo non sono gli unici. La qualità del lavoro, quello che in questi anni ha resistito, in tanti casi si è ridotta notevolmente a causa di qualche impresa non regolare, che ha approfittato e speculato su tutto ciò. Occorre arginare e combattere tali fenomeni in quanto rappresentano il vero ostacolo alla leale competizione fra aziende. Siamo in piena trattativa per il rinnovo del contratto integrativo della Provincia di Palermo, e a tal proposito voglio ricordare il ruolo determinante che questo contratto potrebbe assumere attraverso l’introduzione condivisa di nuove regole e norme capaci da un lato di tutelare le imprese locali sane in grado di garantire una occupazione di qualità, e dall’altro di arginare le imprese irregolari. In questa direzione verte l’istituzione dell’osservatorio che attraverso l’analisi di fattori come la congruità e il rispetto della corretta applicazione contrattuale dovrà monitorare il settore.
Bisogna inoltre spiegare che la crisi ha contribuito ad un profondo cambiamento del comparto negli anni. Il precario stato degli edifici scolastici, l’ormai irrinunciabile corsa alla difesa del suolo legata al rischio idrogeologico, lo stato di “quasi abbandono” di tanti siti di interesse storico monumentale, sono tutte cose che impongono un cambiamento di rotta. Ormai il settore edile è proiettato sempre più verso la manutenzione e il recupero dell’esistente e la riqualificazione del territorio, fattori che costituiranno la spinta vera verso la ripresa e il rilancio del comparto. Pensare ancora al settore come la “fabbrica” di nuove costruzioni è ormai un concetto superato ed è l’errore più grave che si possa commettere. L’innovazione tecnologica sta ormai da diversi anni interessando il settore sia attraverso l’introduzione di nuove metodologie costruttive volte al risparmio energetico sia grazie all’impiego di materiali ecosostenibili. In questo contesto pertanto, al fine di favorire nuova occupazione, occorre investire nella formazione, per formare e riqualificare le figure professionali utili attraverso il sistema delle scuole edili.”, aggiunge il vicepresidente della Cepima Ignazio Baudo (Feneal Uil).

