PALERMO – Dall’esito del ballottaggio di Agrigento dipendono “la tenuta e la credibilità” del centrodestra siciliano e, “grandemente”, la “stabilità stessa” del governo regionale. Sono trascorsi tre giorni dall’esito delle Amministrative in Sicilia ma nel centrodestra la temperatura non accenna a diminuire.
Galvagno: “Lo avevo detto…”
Nel giorno in cui il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno lancia il suo “l’avevo detto io”, facendo riferimento all’allarme contenuto nel famoso messaggio inviato ai capigruppo di maggioranza nel pieno delle turbolenze dell’ultima Finanziaria (“c’è un clima quasi di odio”), il Movimento per l’autonomia continua a tenere alta la tensione nella coalizione.

La sfida di Agrigento
Lo spunto è il ballottaggio ad Agrigento. La partita è tra Michele Sodano, candidato del fronte progressista, e Dino Alonge, l’uomo che l’ha spuntata nella faida tutta interna al centrodestra superando il candidato della Lega e della Dc Luigi Gentile.
L’affondo del duo Mpa-Grande Sicilia
“Si continua a sostenere che il centrodestra rappresenti il 70% degli agrigentini e che sarebbe inaccettabile consegnare la guida della città ai Sodano o ai La Vardera a pochi mesi da elezioni di ben più ampia rilevanza politica – dice la nota a firma del coordinamento regionale Mpa-Grande Sicilia -. Se davvero si crede in questa responsabilità, allora questo è il momento di impegnarsi, di metterci la faccia, non di moltiplicare parole e distinguo”.
Altra benzina sul fuoco accesso all’indomani delle elezioni proprio dagli autonomisti, ormai in rotta con la Lega di Luca Sammartino. Davanti alla proposta di un tavolo tra i vertici dei partiti di coalizione, Mpa-Grande Sicilia si era espresso in maniera sprezzante: “Arduo immaginare un sereno confronto al tavolo regionale di maggioranza con chi ha operato per frantumare la coalizione”.
Dice la sua anche il commissario di Forza Italia in Sicilia, Nino Minardo, che richiama tutti all’unità. “I ballottaggi devono rappresentare un’occasione di riscatto politico e di ritrovata unità”, dice Minardo. L’uomo inviato in Sicilia per pacificare Forza Italia col pensiero va alla sfida che più da vicino interessa gli azzurri, quella di Bronte.

Nella patria di Pino Firrarello, volto storico di Forza Italia in provincia di Catania, il genero e deputato nazionale, Giuseppe Castiglione, dovrà superare le colonne d’Ercole del ballottaggio con l’outsider Giuseppe Gullotta, anche lui, come Sodano, della scuderia di Controcorrente.
Minardo non ha dubbi: “Il centrodestra deve ritrovare compattezza, superando con serietà e responsabilità tensioni e personalismi”. Da qui l’appello agli elettori del centrodestra: “Sostengano i nostri candidati al ballottaggio, Alonge e Castiglione. Come centrodestra abbiamo il dovere di dare segnali chiari di compattezza – continua -, andando oltre la normale dialettica territoriale”. Il commissario di Forza Italia però avverte: “Gli atteggiamenti politici di questa fase avranno inevitabilmente un peso anche nelle scelte future e nei percorsi di governo che ci attendono in Sicilia”.

