La Sicilia che non vorrei è da condividere, anche se si ha la sensazione, magari errata, che sia stata generata dalla forza del destino. Ma la Sicilia che si vorrebbe tocca tutti gli argomenti. Con levità, almeno quando si afferma che con il Pnrr e i fondi europei non possiamo ripetere lo sbaglio di non creare qualcosa di duraturo, non facendoci notare che proprio oggi Repubblica Palermo e il Giornale di Sicilia titolano nelle rispettive prime pagine: “Il flop della rigenerazione urbana - La Sicilia perde 44 milioni” e “Pnrr lumaca, persi 44 milioni”. Comunque, va bene l'ottimismo, ma cantare la mezza missa, come direbbe Camilleri, non si può: tutto ciò che succede sotto le nuvole in quella celebre canzone è orribile, per non esagerare diciamo fuori misura, un po' come fatti e persone di Sicilia. Ma in una sua storia immaginaria, cosa chiederebbe Camilleri a un rappresentante dei lavoratori? Chiederebbe: “Che te ne fotte di quello che c'è sopra le nuvole, se intanto qui sotto ci stiamo (metaforicamente) bagnando?”.
