CATANIA – Un delicato intervento di proctocolectomia totale robotica è stato eseguito con successo al Policlinico San Marco di Catania su una paziente di 60 anni affetta da una grave forma di rettocolite ulcerosa. La procedura, considerata tra le prime di questo tipo realizzate nel Mezzogiorno, è stata portata a termine dall’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia generale diretta da Gianluca Di Mauro.
Proctocolectomia totale robotica
La donna era arrivata all’osservazione dei medici in condizioni cliniche particolarmente complesse. La malattia non rispondeva più né alle terapie convenzionali né ai più avanzati trattamenti biologici. Di fronte a questo quadro, i sanitari hanno individuato nella chirurgia l’unica strada terapeutica possibile.
L’intervento è stato eseguito con il supporto del sistema robotico Da Vinci, tecnologia che consente al chirurgo di operare con una visione tridimensionale ad alta definizione e con movimenti estremamente precisi, soprattutto in aree anatomiche ristrette come la pelvi. La procedura ha previsto l’asportazione completa di colon e retto attraverso quattro piccoli accessi mini-invasivi da 8 a 12 millimetri.
J-Pouch
Per ripristinare la continuità intestinale, i medici hanno realizzato una “J-Pouch”, una tasca interna costruita utilizzando l’ultima parte dell’intestino tenue in sostituzione del retto rimosso. Secondo quanto riferito dall’Azienda ospedaliera universitaria, il decorso post-operatorio della paziente procede regolarmente e lascia prevedere un rapido ritorno alla normalità.
“Stiamo ampliando costantemente le nostre prestazioni innovative grazie alle più moderne tecnologie disponibili nella nostra Azienda – ha dichiarato il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito –. L’introduzione di questa nuova procedura di chirurgia robotica rappresenta un ulteriore passo avanti nella qualità dei servizi offerti con il sistema Da Vinci”.
Soddisfazione anche da parte del direttore della Chirurgia generale Gianluca Di Mauro: “Il vantaggio del robot in casi come questo è straordinario. Siamo riusciti a intervenire sia nella parte alta dell’addome sia nello stretto spazio della pelvi, preservando con grande accuratezza i plessi nervosi. Questo significa garantire al paziente non solo la guarigione dalla malattia, ma anche il mantenimento delle funzioni fisiologiche e una qualità di vita elevata”.

