Esplosione in via Archimede |Rogo domato dai pompieri

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Sul posto anche i mezzi di soccorso del 118 e i Vigili urbani.

corso martiri della libertà
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CATANIA – Numerose squadre dei Vigili del fuoco (foto Filippo Giugno) sono all’opera per spegnere un incendio scoppiato in via Archimede, dietro corso martiri della Libertà. Un’esplosione prima e del fumo intenso hanno spinto alcuni passanti a chiamare i pompieri che sono ancora all’opera per domare il rogo. Ancora incerte le cause del botto, generato con molta probabilità all’interno di una delle fosse di corso Martiri, occupate da senza fissa dimora e rom. Sul posto anche i mezzi di soccorso del 118 e i Vigili urbani.

“Abbiamo eliminato tutte le potenziali fonti di pericolo per la popolazione”. Lo ha detto il vice sindaco Marco Consoli intervenuto per l’Amministrazione comunale dopo l’esplosione della bombola, probabilmente di un fornello a gas, in terreno di proprietà della società Istica nell’area di Corso dei Martiri della Libertà. La forte esplosione, avvertita da molti, ha provocato un incendio spento dai Vigili del Fuoco.

“L’Amministrazione comunale – ha detto Consoli – ha più volte sollecitato sia l’Istica sia la Tecnis, proprietaria di un altro terreno dove si trovavano delle baracche, sottolineando la necessità di sgomberare l’area per evitare pericoli per gli stessi occupanti e per la popolazione. Avevamo sollevato l’argomento anche nell’ultima riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. L’esplosione ci ha dato la possibilità di intervenire, dopo aver chiesto l’autorizzazione sia all’Istica sia alla Tecnis, per bonificare l’area”. Consoli ha spiegato come la Polizia municipale sia intervenuta ispezionando le baracche, dove non ha trovato alcun occupante ma un fornelletto a gas per cucinare che è stato portato via. Successivamente le baracche, pericolanti, sono state abbattute per ragioni di sicurezza dalle ruspe del Comune. “L’Amministrazione – ha sottolineato l’assessore al Welfare Angelo Villari -, sta vagliando, con la collaborazione della rete del volontariato e del Presidio leggero, la migliore maniera per dare sistemazione, per quanto provvisoria, a coloro i quali utilizzavano saltuariamente quei rifugi e che, al momento, non si sono presentati”.


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