Cos'è l'ETS, la tassa che ricade sugli autotrasportatori della Sicilia

Non solo caro gasolio, che cos’è l’ETS che manda ‘in panne’ i tir siciliani

sciopero autotrasportatori siciliani
La richiesta dal settore: "Servono cento milioni all'anno"

PALERMO – L’attesa è tutta su Roma, per la data del 22 aprile: quel giorno la protesta degli autotrasportatori siciliani, gravati dal caro-carburante e dagli obblighi ambientali del meccanismo ETS, arriverà sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. La protesta al momento è sospesa ma resta l’incubo di un nuovo blocco nei porti della Sicilia.

Caro carburante, protesta degli autotrasportatori

Il caro carburante, però, è solo uno dei due pilastri della protesta. L’aumento del gasolio dovuto alla guerra in Medio Oriente ha dato il colpo finale ad un settore che già da due anni soffre per l’aumento dei costi di gestione.

Che cos’è l’ETS e perché grava sulla Sicilia

La voce contestata dal mondo dei tir è soprattutto quella dell’ETS (Emission Trading System), il sistema europeo di scambio delle emissioni che non viene applicato al trasporto su gomma ma alle navi. È il meccanismo con cui l’Unione europea obbliga le compagnie di navigazione a pagare per le loro emissioni di anidride carbonica dovute a navi vecchie e inquinanti.

L’Ue stabilisce un tetto alle emissioni. Le compagnie ricevono o acquistano ‘permessi’ per emettere CO2. Se un’azienda inquina meno può vendere le sue quote, se inquina di più deve comprarne altre. Una tassa con un obiettivo nobile, quello di ridurre progressivamente le emissioni e combattere il cambiamento climatico, tuttavia il sistema ETS finisce per scaricare i suoi costi sui tir costretti a scegliere la via del mare per trasportare le merci da e per la Sicilia.

“ETS, 400 euro in più per un Palermo-Genova”

“Per un viaggio da Palermo a Genova il costo del solo ETS si aggira sui 400 euro – spiega Salvatore Bella, portavoce del Comitato autotrasportatori siciliani -. Se si aggiungono gli aumenti del carburante, una trasferta di quel tipo finisce per avere un costo di circa 1.200 euro. A queste condizioni – ragiona Di Bella – conviene lasciare i camion in garage”.

L’aiuto del governo siciliano agli autotrasportatori

A Roma si cercherà una soluzione ad un problema che attanaglia soltanto gli autotrasportatori siciliani e sardi. La comunicazione sull’incontro ha portato alla sospensione momentanea dello sciopero degli autotrasportatori. Il governo regionale, intanto, ha individuato 25 milioni di euro per mettere mano al nodo ETS, ma il provvedimento, tecnicamente ancora allo studio da parte della Regione, dovrà mettere una pezza anche per agricoltori e pescatori.

“Carburante ed ETS, servono 100 milioni all’anno”

“Apprezziamo la buona volontà del governo Schifani che si è concretizzata in un provvedimento di certo utile – continua Bella – ma non basta”. Secondo il portavoce del Comitato autotrasportatori siciliani per controbilanciare i costi del meccanismo ETS e degli aumenti del carburante “servono cento milioni di euro all’anno soltanto per l’autotrasporto”. La soluzione “potrebbe arrivare proprio dal ‘tesoretto’ accumulato con questa tassa – conclude – e che ammonta a 500 milioni di euro. Il governo lo restituisca al settore sotto forma di sgravi”.

Augusta e la partita di una nuova era dei trasporti

Una soluzione a lungo termine potrebbe passare da un cambio di prospettiva della logistica nel trasporto merci in Sicilia. L’Isola potrebbe sfruttare il porto di Augusta, in provincia di Siracusa, dove è stato trasferito il terminal container. Si inserisce in quest’ottica anche il progetto del bypass ferroviario, che consentirà ai treni merci di aggirare la città, riducendo le interferenze con il centro urbano.

Foto Porto Augusta
Il porto di Augusta

“Augusta potrebbe rappresentare una soluzione ai tanti problemi del trasporto merci in Sicilia, non solo a quello dell’ETS – dice il presidente dell’Autorità di sistema portuale di Sicilia orientale, Francesco Di Sarcina – ma per fare questo occorre incidere sulle scelte dei colossi internazionali del trasporto – aggiunge -. Una cosa è certa: Augusta, per posizione e caratteristiche, è una porta ideale per i traffici con gli altri paesi del Mediterraneo”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI