Expo, la legge per pagare i creditori | Ma è bagarre a Sala d'Ercole - Live Sicilia

Expo, la legge per pagare i creditori | Ma è bagarre a Sala d’Ercole

I fornitori dell'evento attendono da un anno i soldi della Regione. All'Ars ecco la “sanatoria”.

La norma
di
5 Commenti Condividi

PALERMO – La strada è già in salita. È quella che dovrebbe condurre, a oltre un anno dell’inizio dell’evento, al pagamento dei debiti nei confronti dei fornitori di Expo. Ditte, professionisti, persino stagisti dell’Università che hanno preso parte all’Esposizione milanese per conto della Regione. E che ancora non hanno ricevuto un euro di quelli “concordati”. Il motivo? Una complessa vicenda burocratico-politica che ha coinvolto gli assessori che via via si sono avvicendati, il commissario unico del Cluster Bio-Mediterraneo Dario Cartabellotta e anche i dirigenti che hanno, a loro volta, commissariato lo stesso Cartabellotta.

I problemi starebbero nell’origine dei finanziamenti, che sarebbero stati assicurati, secondo i commissari governativi, senza una copertura finanziaria. Copertura che invece ci sarebbe, secondo Cartabellotta che ha anche portato in Commissione bilancio tutti i dati. E almeno su un punto, adesso sembra si sia fatta chiarezza: i soldi per pagare ci sono. Ma sono congelati, in attesa che l’Ars approvi una legge che riconosca questi “originali” debiti fuori bilancio. Nel frattempo, però, le somme rischiano di non bastare, perché sono già piombati sulla Regione alcuni pignoramenti che rischiano di far “schizzare in alto” i pagamenti, a causa delle spese legali.

La soluzione, come detto, sarebbe stata trovata in una specie di “sanatoria” con la quale l’Ars dovrà riconoscere questi debiti. Il testo è stato incardinato questo pomeriggio a Sala d’Ercole. Ma l’approvazione non è per nulla scontata. Le critiche infatti sono state tante, da parte delle opposizioni.

“Lo scorso anno – ricorda il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone – la Regione siciliana partecipò all’esposizione universale di Milano nel Cluster Bio Mediterraneo, un’iniziativa costosa e mal gestita da palazzo d’Orleans, che non ha portato alcun reale beneficio alla nostra terra, e che ha lasciato invece un debito fuori bilancio di 2 milioni e 600 mila euro. Una cifra enorme, – prosegue – che certifica la totale incapacità del governo Crocetta nell’organizzare quasiasi iniziativa, che da opportunità si trasforma puntualmente in fallimento. Insieme alla figura barbina per una presenza all’Expo che non fu per nulla qualificante, ci rimangono i debiti, per la copertura dei quali la maggioranza, come è solita fare, non avendo i numeri chiede ora soccorso anche alle opposizioni. Ci troviamo di fronte – conclude Falcone – all’ennesima disfatta crocettiana, che i siciliani avranno modo di giudicare”. Un’idea condivisa con altri esponenti del gruppo, intervenuti durante la seduta di oggi: “La giunta – l’attacco di Giuseppe Milazzo – avrebbe avuto tutto il tempo di fare una variazione di bilancio e liberare quelle somme. Io sono stato chiamato a riconoscere un debito fuori bilancio: ma questa vicenda non rientra in nessuna fattispecie relativa ai ‘debiti fuori bilancio’, così come sono stati descritti dalla Corte dei conti”.

A difendere la norma, l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici: “Se qualcuno ha prodotto un danno erariale – ha rassicurato i deputati – pagherà di persona. Ma non possiamo perdere altro tempo: rinviando ancora l’approvazione di questa legge non facciamo altro che fare un danno ad aziende anche siciliane che hanno lavorato per la Regione. Le beghe della politica – ha aggiunto – non ricadano sulle persone”. Ma l’opposizione ha insistito: “Se era così necessario – ha attaccato il deputato del Movimento cinque stelle Giancarlo Cancelleri – perché questo provvedimento non è stato portato in Aula prima? E adesso che sono arrivati i decreti ingiuntivi e le relative spese legali, come ci comportiamo?”. A puntare il dito contro la norma, anche l’ex Megafono e oggi socialista Antonio Malafarina: “Chiamiamo ‘debito fuori bilancio’ qualcosa che non è un ‘debito fuori bilancio’. È semmai l’esempio di una burocrazia farraginosa e inetta che vuole scaricare la responsabilità sulla politica. Ma stavola la politica non c’entra nulla”.

A difesa del testo, invece, il capogruppo del Misto, Mimmo Fazio: “Si tratta di un debito fuori bilancio solo formale, non sostanziale: i soldi ci sono”, e i “Centristi per la Sicilia” nuova denominazione assunta dall’ex gruppo Udc: “Il dirigente Cartabellotta che ha portato avanti tutta la vicenda dei pagamenti – ha detto il capogruppo Mimmo Turano – è un burocrate corretto e perbene. Questa legge non fa altro che ratificare pagamenti legittimi”.

Ma la strada è già in salita. Anche dalla maggioranza qualche voce si è alzata per chiedere il ritorno del testo in commissione. La legge però è stata infine incardinata: nei prossimi giorni si saprà se l’Ars “riconoscerà” questi strani debiti fuori bilancio. E se finalmente potranno essere effettuati i pagamenti per decine di creditori. Prima che arrivino nuovi pignoramenti.

Articoli Correlati


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

5 Commenti Condividi

Commenti

    Cose inutili e incapaci. Che figura di …

    L’on. Antonello Cracolici, che è politico navigato, sa bene che il problema non è solo quello di riconoscere dei debiti fuori bilancio canonici, in cui questa fattispecie non rientra.
    Il Governo regionale ha autorizzato ed il Commissario Straordinario eseguito, una gestione del Cluster Biomediterraneo al di fuori della legge ed in violazione delle norme amministrative, giuscontabili, e più in generale di buon senso e diligenza tipica del buon padre di famiglia.
    Non può infatti disconoscersi che per lo svolgimento delle attività del Cluster il Governo avrebbe dovuto assicurare un finanziamento congruo sul quale impegnare le spese di gestione programmate, da farsi previa attuazione di evidenze pubbliche per la selezione die contraenti.
    Tutto questo non è avvenuto. E la circostanza fu da subito segnalata da una commissione di inchiesta di cui faceva parte il Dr. Giovanni Bologna ed altri dirigenti regionali. Nonostante fossero state segnalate delle gravi anomalie ed il Commissario invitato ad adottare atti in autotutela per ripristinare lo stato di diritto e scongiurare il danno erariale, nulla è stato fatto e si è proseguito in dispregio delle più elementari regole della pubblica amministrazione.
    Nonostante i successivi interventi dell’allora assessore Barresi il Commissario ha perpetrato, consapevolmente, una lunga serie di violazioni amministrative e contabili che in uno stato di diritto serio prefigurerebbero i presupporti per il licenziamento del responsabile.
    Invece la politica continua a cercare soluzioni per porre in essere sanatorie che in prima istanza salvino il Commissario, che invero, con grande incoscienza ed irresponsabilità, ha solo eseguito delle direttive politiche, dimenticando che era è e sarà l’unico responsabili delle violazioni perpetrate e del danno concretamente arrecato alla regione (in termini di immagine e costi aggiuntivi) ed ai fornitori (peraltro selezionati con modalità quanto meno irrituale).
    L’ARS oggi è chiamata a sanare una porcheria epocale fatta di violazioni di ogni legge amministrativa e di contabilità di stato, di disprezzo di ogni procedura di evidenza pubblica, di incapacità ed inadeguatezza del Commissario del Cluster e della banda di dirigenti e funzionari del Dipartimento regionale del Dipartimento regionale Pesca e dell’Assessorato regionale Agricoltura, che lo hanno supportato in questa chiamiamola disavventura.
    Prima di ogni cosa Cartabellotta, il suo staff ed i dirigenti e funzionari che hanno supportato il Cluster e le sue attività dovrebbero essere denunciati alla Corte dei conti ed alla Procura della Repubblica, per il danno cagionato.
    Poi dovrebbero essere appurate per ognuno le responsabilità attribuendo il danno, licenziandoli, sequestrando loro case, patrimoni ed aziende di famiglia.
    Parallelamente e solo parallelamente la Regione Siciliana dovrebbe riconoscere i debiti, ma non prima di avere appurato, uno per uno, come sono stati contratti e se sono stati rispettati i dettami del codice degli appalti. E se non rispettati fare pagare il debito a chi lo ha contratto sentendosi coperto da politici più incapaci di lui e della sua banda.
    Ma dov’è il Responsabile dell’anti Corruzione Regionale !!!!
    Ma dov’è il Presidente Legalitario ed Onesto della Rivoluzione Crocettiana !!!
    Ma dov’è il Presidente ANAC !!!
    Ma dove sono i mitici 5Stelle che gridano per strada “onestà onestà e onestà”.
    E’ arrivato il momento di smetterla di dare una svolta vera alla Sicilia. Cominciamo dal Cluster Biomediterraneo e dalla sua gestione inconsulta. Mandiamo a casa dirigenti e funzionari incapaci, inadeguati e probabilmente in mala fede. Ed estendiamo questa procedura a tutti i rami dell’amministrazione regionale. Fuori tutti i dirigenti e funzionari regionali incapaci, inadeguati ed inetti, che prima hanno fatto porcate e adesso cercano aiuto buttandosi tra le braccia della politica infilandosi nei gabinetti degli assessori, cercando tutele e sottraendosi alle responsabilità del proprio ruolo.

    Solo una parola….incompetenti

    Il Responsabile dell’anticorruzione si dedica prevalentemente a convegni, Il Presidente lagalitario ed onesto ha la preoccupazione ormai prioritaria della sua ricollocazione fra pochi mesi, il Presidente dell’ANAC anche lui è esclusivamente dedito a viaggiare inseguendo anche lui convegni in tutt’Italia, i 5 stelle hanno da gestire la rogna firme false….cosa vogliamo attenderci da lorsignori?

    Aspettiamo, come al solito, Procura della Repubblica e della Corte dei Conti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *