Fazio fra ammissioni e sospensione | È libero, ma non convince il Gip - Live Sicilia

Fazio fra ammissioni e sospensione | È libero, ma non convince il Gip

Girolamo Fazio

Il giudice ha revocato i domiciliari alla luce dello stop all'incarico di parlamentare regionale

L'inchiesta
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PALERMO – Lo spirito collaborativo di Girolamo Fazio e la sospensione dalla carica di deputato regionale che fa venire meno della possibilità di reiterazione del reato. Sono questi i motivi che hanno spinto il giudice Caterina Brignone a revocare gli arresti domiciliari. A Fazio è stato imposto il divieto di dimora a Palermo.

Appena due giorni prima lo stesso Gip sottolineava il rischio per la mancata dimissione dall’Ars “della quale ha fatto mercimonio e che potrebbe continuare a strumentalizzare per fini diversi dal perseguimento del pubblico interesse”. Nel frattempo, però, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha firmato il decreto di sospensione dell’indagato e adesso si attende solo che il Parlamento regionale ratifichi la decisione.

Una decisione, scrive il Gip, tale “da precludere l’esercizio delle funzioni di consigliere regionale; affievolire il potere politico di Fazio e con esso la concreta capacità di continuare a perorare, magari indirettamente, le causa della Liberty Lines nelle sedi istituzionali regionali; affievolire la possibilità di muoversi con disinvoltura anche a Trapani per ricevere favori dalla società dei Morace o dispensane ad essa”.

Secondo la Procura di Trapani, il rischio di recidiva, unico punto contestato dai pm in tema di esigenze cautelari, derivava anche dall’eventuale elezioni di Fazio a sindaco di Trapani. Di avviso opposto il Gip: “Si tratta di un fatto futuro ed incerto, rimesso all’insindacabile volontà degli elettori”. Dunque, le esigenze cautelari sono garantire dalla decadenza dalla carica di deputato regionale, scattata nel momento in cui a Fazio è stato imposto il divieto di dimora a Palermo, città dove si svolge il suo mandato elettorale.

C’è poi il capitolo della ammissioni di Morace che il primo giugno non si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha confermato di avere ricevuto da Vittorio Morace “nella forma anomala del pagamento di fatture, una somma ben superiore a quella contestatagli nell’incolpazione provvisoria”. Fazio, infatti, in una memoria del 31 maggio ha detto di avere ricevuto 150 mila euro da Morace. Cinquanta mila in più delle cifre pagata dall’armatore per ristrutturare la casa di Fazio, il B&B e l’abitazione della suocera, come emerge dalle fatture scovate durante la perquisizione domiciliare.

Morace nel corso dell’interrogatorio ha spiegato che i 150 mila euro non erano il prezzo della corruzione, ma un “premio per avere indotto la Ustica Lines ad agire in giudizio affinché la Regione sborsasse gli interessi per i ritardi nei pagamenti. Si tratta di circa due milioni di lire. Secondo il giudice, il candidato a sindaco di Trapani “ha cercato di aggiustare il tiro”, e in ogni caso spingendo Vittorio Morace ad intentare una causa contro la Regione, il deputato ha operato da fedele servitore dell’imprenditore piuttosto che delle istituzioni, ciò che appunto gli viene rimproverato”.

Una difesa che il giudice, ha definito “assolutamente non convincente” nel provvedimento di sostituzione dei domiciliari con il divieto di dimora a Palermo.

 

 


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Commenti

    INSOMMA SEMBREREBBE CHE IL POLITICANTE NON ESERCITASSE IL MANDATO NELL’INTERESSE DELLA REGIONE, MA NELL’INTERESSE DEL ARMATORE. HO CAPITO BENE?

    Anche io non sono molto convinto di quello che dice Fazio e soprattutto delle espressioni del volto mentre parla a Telesud ! Bisogna guardarlo bene e fare attenzione al tono della voce per comprendere !

    Dice che Morace è come “suo padre” ! E se fosse davvero suo padre? Si spiegherebbero tante cose ….. non le fatture !

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