Ferrandelli: "Crocetta da Guinnes" | Falcone: "Contrafatto si dimetta"

Ferrandelli: “Crocetta da Guinnes” | Falcone: “Contrafatto si dimetta”

Le reazioni. L'ex deputato del Pd: "Tre su tre, un vero record". Falcone: "Ennesima disfatta del governo". Deputati nazionali del Pd: "Una bocciatura inopportuna". Giovanni Greco: "Era prevedibile". Uil Sicilia: "Una legge sbagliata".

l'impugnativa della legge sull'acqua
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PALERMO – “Al più incapace governo regionale della storia della Sicilia, guidato da Rosario Crocetta, e ai 90 deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana che non lo mandano ancora a casa, per avere approvato tre leggi, (Appalti, Province e Acqua), tutt’e tre impugnate dal Governo Nazionale”. Questa la motivazione del Guinness dei Primati che Fabrizio Ferrandelli, a nome dei siciliani, ha recapitato a Palazzo dei Normanni per assegnarlo al presidente Crocetta e ai 90 deputati regionali. L’iniziativa dell’ex deputato regionale del Pd, dimessosi dall’Ars in polemica con Crocetta e con il Pd, a seguito dell’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri della legge sull’acqua, terza riforma bocciata dopo quella sugli appalti e sulle province in soli tre mesi.

“La Sicilia continua a collezionare – aggiunge – primati negativi per responsabilità di una politica inadeguata e affezionata non alla Sicilia ma alla poltrona. Altro che rimpasto e azzeramento, dobbiamo mandarli tutti a casa. Azzerarli tutti. Non c’è più tempo da perdere: ogni giorno in più di permanenza di questo governo e di questi 90 deputati è un giorno in meno di futuro per i siciliani”.

“Siamo davvero curiosi di leggere le ragioni che hanno convinto il Cdm a impugnare la legge sulle risorse idriche partita dall’Ars. Impugnativa che, a prima considerazione, ci appare assolutamente inopportuna”. Lo dicono i deputati siciliani del Pd alla Camera Antonino Moscatt, Franco Ribaudo e Magda Culotta. “Se il tutto dovesse essere legato alla possibilità dei comuni di gestire ‘in house’, ci sarebbe una discrepanza tra le direttive europee 2014/24/UE e 2014/25/UE e la legge sugli appalti in discussione in questo periodo, la quale sostiene tutto l’opposto autorizzando, o meglio contemplando, tale procedura. Condizione che, a nostro avviso, – continuano Moscatt, Ribaudo e Culotta – la legge regionale rispetta pienamente”. “Questo provvedimento è frutto di un lavoro lungo e attento che ha coinvolto amministratori locali, associazioni, movimenti e partiti politici. L’impugnativa, dunque, fa ancora più male. Ciò non ci esime di difenderla attraverso tutte le procedure che si concorderanno e restare in prima linea a fianco del Pd siciliano e del governo regionale”, concludono i deputati Moscatt, Ribaudo e Culotta.

“La bocciatura della riforma siciliana del servizio idrico da parte di Palazzo Chigi è l’ennesima certificazione della disfatta dei governi di Rosario Crocetta, sostenuti da una maggioranza disordinata, incapace e litigiosa. Stavolta però qualche proconsole siciliano dovrebbe prendersi qualche responsabilità in più. Credo altresì che della bocciatura debba rispondere principalmente l’assessore Contrafatto, che esordisce nel peggiore dei modi (più da scolara che non da tecnico esperto) e che farebbe forse meglio a dimettersi prima che la revochino dall’alto”. Lo dice Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars. “Falcone ha la memoria corta, visto che i limiti della legge e i rischi di una impugnativa li avevo segnalati piu’ volte in commissione all’Ars. Il voto in aula della legge e’ servito quantomeno a salvare i fondi europei”, replica l’assessore regionale all’Energia Vania Contrafatto.

“Lo scorso agosto il presidente Di Mauro e noi componenti del Pds-Mpa, eravamo stati i primi a presentare una pregiudiziale sul disegno di legge sull’acqua, nata da forti perplessità circa la regolarità delle norme proposte sotto il profilo costituzionale, respinta però nel corso dei lavori d’aula”. Lo dice il deputato del Pds-Mpa, Giovanni Greco, in merito all’impugnativa della legge sul servizio idrico in Sicilia. “Era palese – afferma l’autonomista – che una norma del genere venisse rigettata. In questo modo, il governo Crocetta continua a sprecare del tempo utile ad apportare sviluppo concreto all’Isola. Tre mesi addietro avevamo presentato alcuni emendamenti su cui c’eravamo battuti: l’unicità del servizio in ogni ambito, l’affidamento rispettoso della chiara normativa nazionale ed europea e la competenza dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Le riforme vanno fatte con intelligenza – conclude Greco – per apportare sviluppo e non per screditare, ancora una volta, la Sicilia”.

“L’idea di tornare ad un sistema idrico gestito dai singoli comuni è sbagliata e la Uil Sicilia lo ha sempre sostenuto. Non solo perché queste norme, ora bocciate dal Consiglio dei ministri, hanno portato già centinaia di lavoratori del settore in una condizione di incertezza sul futuro occupazionale ma soprattutto perché la frammentazione della gestione avrebbe garantito solo i Comuni più fortunati e in grado di reperire risorse per investire sul servizio idrico, abbandonando il resto della rete ad una condizione di degrado”. Lo dice il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone. “L’impugnativa adesso obbliga la Regione siciliana a riformulare la legge – afferma – Questa volta chiediamo al governo Crocetta di non seguire suggestioni ideologiche ma di aprire un confronto con le parti sociali, che conoscono le problematiche del servizio, per individuare modalità di gestione efficienti che possano ottimizzare le risorse dei nostri bacini idrografici”.


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