CATANIA – Il sindacato Fesica – Confsal, che rappresenta una grande fetta dei lavoratori, non ha nessuna intenzione di accettare la decisione dell’amministrazione comunale, perché aveva ben altri accordi sindacali con il precedente assessore Fiorentino Trojano. “Durante l’incontro di ieri pomeriggio la dottoressa Monea ha condiviso le nostre preoccupazioni mostrandosi meravigliata per un servizio rivolto a soli 360 bambini”, riferisce Antonio Santonocito segretario regionale del sindacato Fesica Confsal. “Catania purtroppo è già agli ultimi posti per la qualità della vita e grazie a scelte politiche delle amministrazioni che hanno messo in discussione servizi come gli asili nido, avremo la possibilità di scendere ancora”, afferma ironico Santonocito. Le lavoratrici sono arrabbiate e promettono di organizzarsi in presidio in occasione del consiglio comunale del pomeriggio. “Sono arrabbiate per un bando del tutto non condivisibile” continua il segretario regionale Fesica Confsal che sottolinea la solidarietà ricevuta anche da diversi consiglieri comunali compresi alcuni della maggioranza.
“Con delle rette così alte sembra quasi che in maniera indiretta l’amministrazione voglia disincentivare la maternità. – continua – In un periodo in cui quasi in modo epidemico gli stipendi vengono pagati in ritardo, infatti, i lavoratori non possono permettersi di pagare gli asili privati se poi quelli pubblici si mostrano di difficile gestione tutto diventa complicato. Certamente le notizie apprese in queste ore di un ulteriore abbassamento delle rette non risolverà il problema a nostro avviso – conclude Santonocito – fino a quando non si fa una pubblicità positiva tale da incentivare le famiglie a fidarsi e affidarsi al sistema asili nido”.
