Palermo, festa nella villa confiscata alla mafia e luce rubata per la piscina

Festa nella villa confiscata | E luce rubata per la piscina

Convalidato l'arresto di un uomo che ha occupato abusivamente l'immobile. Ospitava Il patrigno appena scarcerato

PALERMO – Non solo ha occupato abusivamente una villa confiscata alla mafia, ma avrebbe pure rubato la luce per alimentare i motori di depurazione della piscina.

I carabinieri hanno arrestato Angelo Geloso. Il giudice Nicola Aiello ha convalidato il provvedimento e imposto all’indagato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria dopo che ha ammesso i fatti.
È andata meglio al patrigno Gaetano Amato al quale, dopo la convalida non è stata applicata alcuna misura cautelare.

Il legale della difesa, l’avvocato Filippo Sabbia, ha spiegato che la sua presenza in casa era occasionale. In particolare, e questo lo hanno ricostruito gli investigatori, Amato da pochi giorni è uscito dal carcere dopo avere finito di scontare una pena e ha deciso di trascorrere un periodo nella villa a ridosso dello Zen. Il ritorno in libertà era un fatto da festeggiare a bordo piscina. Amato, questo è il ragionamento del giudice, poteva anche non sapere nel furto di energia elettrica.

I carabinieri, che stavano effettuando dei controlli in via TS 25, una strada che ospita diverse ville, sono stati attirati dal rumore del motore che alimentava i depuratori della piscina.
Strano perché sulla carta la villa doveva essere disabitata visto che appartiene allo Stato dopo che è stata confiscata a Pietro Santomauro negli anni 90. Resta aperto il capitolo sull’occupazione abusiva dell’immobile.


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