Forza Italia apre al dialogo |"Ecco le nostre condizioni"

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Gibiino: "Niente inciuci, ma se serve a superare l'impasse ci siamo". Ed elenca i punti sui quali discutere.

PALERMO – Forza Italia apre al dialogo. Con un’avvertenza: “Questo non è un inciucio. Non siamo interessati ad andare al governo”. Ma sì, una discussione con la maggioranza che sostiene Rosario Crocetta per Vincenzo Gibiino può essere avviata: “Circa un paio di mesi fa – dice il coordinatore degli azzurri in Sicilia – ho fatto una conferenza stampa dicendo che Forza Italia ha una cultura di governo e non di opposizione sterile. Abbiamo presentato alcune idee. È ovvio che se il governo sposa le nostre tesi non possiamo che metterci a lavorare insieme per superare l’impasse”.

Ma, appunto, che non si parli di un patto di governo. “La nostra disponibilità – spiega Gibiino – è limitata a fare le cose. Non siamo in alcun modo interessati a entrare in una compagine governativa di questo tipo”. Di più: “Noi – assicura il senatore catanese – continuiamo a dire che questo governo deve cessare. Per noi la via maestra rimane il voto anticipato. Ma staremo all’opposizione in maniera responsabile. Pronti, per il bene della Sicilia, a lavorare insieme sui singoli punti”.

Opposizione responsabile, cioè pronta a discutere su alcuni punti. Questi: “Ad esempio – prosegue Gibiino – bisogna sopprimere le partecipate inutili e farne nascere di funzionali. Poi ovviamente serve una serie di iniziative sulla spending review, in modo da cofinanziare le opere necessarie per l’uso dei fondi europei. Bisogna intervenire sulle infrastrutture e sui porti, usare correttamente i beni culturali e monumentali affidandoli ai privati e creando indotto”.

Punti lievemente diversi da quelli enunciati da Crocetta, che vuol partire invece dalla formazione professionale per poi passare a “rifiuti, gestione dell’acqua pubblica, spesa dei fondi comunitari, riforma della burocrazia, sostegno all’occupazione e sviluppo delle attività produttive”. “Quello che ci serve – osserva Gibiino – è una più chiara declinazione di questi temi. Quelli che elenca Crocetta al momento, sono solo enunciati. Bisogna vedere come ha intenzione di tradurli. Sulla formazione, ad esempio, non mi pare che gli esempi di questi anni siano edificanti. Non siamo riusciti a formare i nostri giovani, tutt’al più a garantire qualche stipendio. La Sicilia ha bisogno di una rivoluzione culturale, di uno shock finanziario”. Se su questo percorso possa esserci una convergenza trasversale lo diranno i prossimi giorni. Ma il dibattito, di fatto, è già aperto.

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