'Giornata di festa' all'Ingrassia | Il lato umano dell'ospedale - Live Sicilia

‘Giornata di festa’ all’Ingrassia | Il lato umano dell’ospedale

L'iniziativa promossa da chi sta "dentro" per chi sta "fuori".

Palermo
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PALERMO – Far conoscere l’ospedale oltre alla sua normale funzione di luogo di cura. Questo l’obiettivo di ‘Giornata di festa’, organizzata all’ospedale Ingrassia di Palermo per il 28 settembre. Una manifestazione dedicata all’intrattenimento teatrale, con momenti musicali e uno spazio espositivo dedicato all’arte in ogni sua forma. E’ l’arte che approda in un luogo della collettività , per contribuire a renderlo umano. La manifestazione sarà inaugurata alle 10 e proseguirà fino alle 19.30: un programma fitto che mostrerà il lato più umano di un ambiente ‘asettico’ per eccellenza, come quello ospedaliero. Un’iniziativa promossa da chi sta “dentro” per chi sta “fuori” tramite il filo conduttore dell’arte: colori, forme e musica, del resto, convivono con ognuno nel quotidiano e dunque più facili da comprendere.

“L’obiettivo è l’apertura della struttura alla cittadinanza, puntando sui nostri operatori che, oltre al lavoro compiuto ogni giorno in questi corridoi, hanno dimostrato di essere anche bravi artisti talentuosi”, spiega Damiana Pepe, assistente sociale dell’ospedale. “Mostreremo la loro anima al di là del camice bianco, rendendola visibile ai pazienti, alle loro famiglie e alla cittadinanza, compresi i bambini – aggiunge -. Attraverso la circoscrizione ad esempio abbiamo coinvolto le scuole come i liceo artistico Damiani Almeyda, che ci supporterà fornendoci dei cavalletti per esporre le opere del nostro personale. Il modus aggregativo è creare un ponte d’arte, sollecitando le emozioni di ciascuno di noi, fermentando un’umanizzazione che non sia fine a stessa. Ringraziamo il Comune, la diocesi di Monreale e la polizia municipale”.

Una sequela di momenti che intreccerà fasi di intrattenimento di vario genere terminando con un intervento di Ernesto Maria Ponte e Clelia Cuoco dal titolo emblematico “Mi purtaru o’ spitali”. Ed è proprio questo il focus: portare la gente dentro un’ospedale per guardare al volto più bello di un luogo di sofferenza ma anche punto di riferimento fruibile dalle persone. Spiega l’iniziativa anche l’altra promotrice, la dottoressa Rosanna Termini del reparto di Geriatria: “Nasce da un’idea più ampia, si vive un momento triste e certamente non gradevole in atmosfere non leggere anche in ambito sanitario – afferma -. Per questo vorremmo aprire il sipario alla comunità per far vedere un aspetto diverso del personale sanitario. Sono persone preparate che hanno aderito a questo esperimento importante, nel senso di utile riferimento per tutte le età. Ci sono pittori, scultori, musicisti, compositori esperti di modellismo”.


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