PALERMO – Nove condannati e tre assolti al processo sulla gestione di un giro di scommesse clandestine.
Queste le condanne decise dalla quarta sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Bruno Fasciana: Salvatore Rubino 6 anni, Vincenzo Fiore e Cristian Tortora 4 anni ciascuno, Salvatore Barale e Giovanni Di Noto 3 anni e 4 mesi ciascuno; Pasquale Somma, Giovanni Castagnetta, Giacomo Bilello, Pietro Montalto due anni e sei mesi ciascuno.
Assolti Emanuele Carnovale, Giuseppe Mazzanares e Francesca Guccione, difesi dagli avvocati Carmelo Ferrara e Luigi Montagliani che avevano sostenuto l’inutilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche nell’inchiesta sul giro di scommesse.
Il giro di scommesse e l’ombra mafiosa
ll processo nasceva da una indagine della guardia di finanza che nel 2020 svelò gli interessi della mafia nel settore dei giochi e delle scommesse sportive e le complicità di alcuni titolari di agenzie che avrebbero riciclato il denaro sporco per conto dei boss di Porta Nuova, Pagliarelli, Brancaccio, Noce e Santa Maria di Gesù.
Figura centrale era quella di Francesco Paolo Maniscalco. Di lui si iniziò a parlare nel 1991 quando un commando svuotò il caveau del Monte di Pietà, a Palermo. Bottino: oro e gioielli per 18 miliardi di lire, spariti nel nulla e mai più recuperati. Del commando faceva parte Maniscalco. Nella sua fedina penale c’è anche una condanna definitiva per mafia con il suo nome legato a quello di Totò Riina.
Ci sono state altre sentenze, quella di ora riguardava la sola ipotesi della gestione e della raccolta illecita delle scommesse.

