PALERMO – Saranno quattro le Porte sante del Giubileo a Palermo. Oltre a quella della Cattedrale, che sarà aperta domenica 13, ci saranno quelle del santuario di Santa Rosalia a monte Pellegrino, del santuario mariano di Altavilla Milicia e una alla missione speranza e carità di Biagio Conte in via Decollati a Palermo.
Una novità voluta proprio da Papa Francesco: per tradizione, infatti, le Porte sante sono solo a Roma e sono quelle delle basiliche maggiori. Bergoglio però ha voluto che per questo Giubileo straordinario della misericordia ogni diocesi ne avesse una o più. La prima porta santa ad essere aperta sarà quella della Cattedrale domenica prossima alle 17: la celebrazione che sarà presieduta da Corrado Lorefice e inizierà sul Sagrato, dove sarà letta una sintesi della bolla di indizione dell’Anno santo a cui seguirà la preghiera litanica e la lettura del Vangelo, quindi un salmo. Una processione di presbiteri e diaconi si snoderà in via Bonello verso il portone bronzo che sarà la Porta Santa. I fedeli potranno varcare la Porta al termine della celebrazione.
Al santuario di Altavilla Milicia l’apertura sarà sabato 19 dicembre alle 18. In questo caso la celebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo emerito, il cardinale Paolo Romeo. Domenica 20 dicembre alle 10 sarà la volta del Santuario di Monte Pellegrino e giovedì 24 dicembre, alle 17, appuntamento nella chiesa di via Decollati della missione speranza e carità. Anche queste due celebrazioni saranno presiedute da Lorefice.
Elemento caratteristico del Giubileo, come spiega il Santo Padre nella Bolla di indizione, sarà l’indulgenza che dimostra “il perdono di Dio per i nostri peccati non conosce confini”. Tuttavia, mentre nel sacramento della confessione i peccati vengono cancellati dal perdono di Dio, con l’indulgenza il peccatore viene liberato “dall’impronta negativa”, “da ogni residuo della conseguenza del peccato” che rimane “nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri”. In questo senso, chi ottiene l’indulgenza, viene “abilitato ad agire con carità, a crescere nell’amore, piuttosto che a ricadere nel peccato” stesso. Per lucrare l’indulgenza occorre varcare la soglia di almeno una Porta Santa (quest’anno non solo a Roma, ma in tutte le diocesi), confessarsi sacramentalmente, fare la comunione e pregare secondo le intenzioni del Papa.

