PALERMO – “Sin dall’inizio del mio mandato ho sollecitato il governo chiedendo, con diverse interrogazioni ed interpellanze la reale situazione relativa allo stato di avanzamento della spesa dei fondi strutturali nonché dei Piani di Azione e Coesione. La mia preoccupazione, purtroppo fondata, è relativa ad una gestione dei fondi strutturali a dir poco inadeguata, con il rischio di perdita delle risorse destinate allo sviluppo dell’isola”. Lo dice il deputato regionale di Forza Italia, Bernardette Grasso. “Inoltre ho più volte evidenziato che il supporto della task force romana era più funzionale allo Stato centrale e alle sue esigenze che alla Sicilia e lo dimostra il fatto che, cosi come evidenziato dalla legge di stabilità in corso di definizione, si intende utilizzare centinaia di milioni di euro, destinati alla Sicilia e sottoposti a ‘vincolo di territorialità’ dalla stessa Commissione Ue, per il finanziamento delle imprese del Nord Italia – aggiunge – Ebbene, rispetto a tale proposta ci opporremo in tutti i modi possibili. E’ per questo che non ci fermeremo e che continueremo a chiedere al governo regionale di comunicare la reale situazione della gestione e programmazione dei fondi strutturali (Fesr, Fse e Feasr). A tal fine ho presentato una interrogazione in cui chiedo di conoscere come sono state spese le risorse dei fondi strutturali e dei relativi PAC, piani di azione e coesione, sui quali i Comuni non hanno alcuna responsabilità e le cui risorse sono state distratte per altre finalità, su precisa indicazione del governo nazionale. Serve oggi una operazione verità sui fondi strutturali e deve essere evitata la diffusione di notizie false sulla loro gestione e spesa: non si può infatti sostenere che la Regione si è adoperata in modo efficace e che tutto funzioni bene”.
Per Grasso “questo modo di trattare la delicata questione è offensivo per tutti i siciliani che sono ben consapevoli del disastro economico della Sicilia e del fallimento della gestione dei fondi strutturali”. “I numeri sfoderati sia sui media nazionali che negli incontri istituzionali, risultano quantomeno fuorvianti – sostiene – in quanto non sono riconducibili al reale utilizzo dei fondi strutturali ai fini dello sviluppo dell’Isola ma spesso a meri giochi di ingegneria finanziaria, utili per pavoneggiarsi e per nascondere l’amara realtà: sono pochissime le risorse spese realmente e funzionali allo sviluppo in quanto ad ogni scadenza di certificazione della spesa ci si inventa qualcosa per non dimostrare l’incapacità gestionale della Regione Siciliana”.

