Blocchi, guerra e scaffali che si svuotano: così Palermo si prepara

Blocchi, guerra e scaffali che si svuotano: così Palermo si prepara

Commenti

    In occasione della prima guerra del Golfo in Irak nell’agosto del 1990 proprio qui a Palermo, ne parlarono come un caso particolare pure i telegiornali nazionali, più che i generi alimentari furono accaparrati stranamente i rotoli di carta igienica. Ricordo di avere allora personalmente assistito ad una violenta rissa fra due nutriti nuclei familiari in un supermercato della Zisa, poi divisi dai carabinieri prontamente intervenuti, scaturita per un ultima confezione da sei rotoli di soffice carta da lato B per la quale i contendenti dovettero ricorrere alle cure di un pronto soccorso…….

    Mi chiedo perché gli esseri umani sono sempre più imbecilli!!!

    Il commento di Tony, è perfetto anzi imbecilli è dir poco…..

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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