PALERMO – In reparto stava distribuendo i pasti, ma si è improvvisamente scatenato il caos. L’ennesima aggressione al personale sanitario si è verificata all’ospedale Cervello, dove G.S di 56 anni, un operatore socio sanitario è stato colpito dai parenti di un paziente. In base a quanto ha riferito la vittima, che ha riportato la perforazione della membrana del timpano, lui avrebbe ripetutamente invitato i familiari a lasciare il reparto, in sovraffollamento.
Gli animi si sarebbero accesi in pochi istanti, poi la situazione è degenerata. Al rinnovo dell’invito di uscire, poco tenuto in considerazione, un ricoverato ha detto all’operatore “tu già hai parlato troppo” e l’ha colpito. Dall’orecchio è uscito del sangue, l’operatore è stato soccorso e sottoposto alle cure dei medici. Una escalation di violenza che fa già registrare cinque casi a Palermo, nel giro di poche settimane.
Nel reparto di osservazione del Cervello, al momento dell’aggressione, c’erano 28 pazienti su 16 posti disponibili: 12 erano sulle barelle. Una situazione di sovraffollamento resa ancor più difficile dalla presenza di intere famiglie che assistono i ricoverati, in media 5 persone per ogni malato.
“Tutti i nodi vengono al pettine. C’è un problema di sicurezza sul lavoro di medici e infermieri in ospedali, pronto soccorso e guardie mediche, che va affrontato. Queste categorie di professionisti, quotidianamente in prima linea, sono esposte più di altre al contatto con malati e familiari in momenti delicati della vita delle persone. Occorre potenziare le attività di vigilanza e di videosorveglianza nelle strutture ospedaliere e nei presidi sanitari. Il Governo regionale, oltre a esprimere solidarietà, elabori soluzioni efficaci a tutelare medici, infermieri e personale socio-sanitario in servizio in Sicilia”. Così in una nota il gruppo parlamentare del M5S all’Ars, dopo l’ennesima aggressione avvenuta in un ospedale a Palermo.

