Lascia un commento
Commenti
Articoli Correlati
Gli ultimi commenti su LiveSicilia
speriamo che il contatto con i carabinieri eviti che questi bambini diventino dei fuorilegge !
Fanfaluche
Notizie estive, Poi tutto ricadrà nel dimenticatoio dell' incuria e incapacità nazionali. E il prossimo anno sarà sempre peggio.
Onorevole è ammirevole quello che sostiene quanto sia utopistico realizzare. La classe politica è molto lontana dal l'AS Sumer si questa responsabilità quanto sia inadeguata a realizzarlo. È una questione culturale e di mentalità dura a morire che presenta i requisiti dell'immortalità e dell'Eternità.
Caro Direttore, dalla lettura comparata dei cinque interventi emerge un paradosso: in Sicilia le competenze esistono, ma spesso vanno via perché non trovano una domanda adeguata, mentre restano insoddisfatti bisogni che proprio quelle competenze potrebbero contribuire a risolvere. L’intervento di Valentina Chinnici aggiunge un passaggio importante: le competenze non vanno soltanto utilizzate, vanno prima costruite, cominciando dall’educazione e dalle opportunità offerte fin dall’infanzia. E una piccola provocazione. Chinnici ricorda che all’ARS le donne sono 15 su 70. Con una donna su cinque intervistati, LiveSicilia ha quasi riprodotto la stessa proporzione. Una coincidenza, naturalmente, ma anche uno spunto: se vogliamo evitare il nostro eterno Gattopardismo, le pari opportunità non possono essere soltanto dichiarate, devono diventare visibili nei numeri. Il segnale da cercare è 1/1: non una parità imposta degli esiti, ma pari possibilità di formarsi, lavorare, partecipare e assumere responsabilità. Una Sicilia che lascia inutilizzata una parte del proprio capitale umano e contemporaneamente lamenta la fuga delle competenze è doppiamente inefficiente. Il punto di leva, a mio avviso, resta il lavoro qualificato. Non come fine ultimo, ma come strumento per trasformare competenze in risposte ai bisogni della società. Il circuito potrebbe essere semplice: educazione → competenze → bisogni → lavoro qualificato → risultati per i cittadini → maggiore attrattività.mGli esempi sono davanti a noi. In sanità, non si tratta necessariamente di moltiplicare i centri CAR-T, ma di garantire l’accesso a queste terapie avanzate: per farlo servono centri adeguati e professionalità altamente specializzate che lavorino insieme. È il bisogno del paziente a creare domanda di competenze. Nell’energia, sole e vento possono creare domanda di ingegneri, tecnici e ricercatori. Nel turismo, destagionalizzare significa creare servizi e professionalità più qualificate e stabili. Nella PA, migliorare tempi e qualità delle risposte richiede competenze adeguate e responsabilità misurabili. Forse, allora, non dobbiamo chiederci come trattenere i giovani, ma come trasformare i bisogni e le risorse della Sicilia in domanda per le loro competenze. Se troveranno qui opportunità adeguate, potranno scegliere di restare. O di tornare.


Forse si tratta di esibizionismo pseudoletterario, ma definire la crocefissione di Gesù Cristo “impalamento” è veramente pessimo. No, professore, niente giustifica una prosa del genere. Lei lo sa, l’impalamento era una forma di tortura che conduceva alla morte e che consisteva nell’infilzare l’orifizio anale o una zona limitrofa con un palo appuntito. Non aggiungo altro.
Gentile Lettore, La ringrazio dell’osservazione. Avevo usato “impalare” nell’accezione estensiva in cui si usa, ad esempio, in medicina legale (“Qualsiasi conficcamento di punte acuminate in un corpo, indipendentemente dalla zona del corpo, dalla forma delle punte e dalle modalità dell’aggressione”); ma adesso, grazie a Lei, imparo che esiste un significato “principale” (riferito alla prassi asiatica) che rende improprio – o per lo meno inopportuno – l’uso del termine nel caso della crocifissione operata dai Romani.
Sono certo che converrà con me che la morte di Gesù Cristo non è stato un evento su cui si possano esercitare “estensioni” descrittive a piacimento. E la prego di non sottovalutare che neanche lei, visto dal suo punto di vista così ammirato, può indulgere in “liberta” di stile nei confronti di ciò che è Sacro. P.S.: vista la sua disponibilità ad imparare, da oggi tenga a mente che Gesù Cristo non fu portato in obitorio per l’autopsia e che, quindi, il riferimento alla medicina legale suona come una ulteriore “accezione estensiva” di stile nei confronti dell’argomento.
Egregio Augusto,
Secondo una ricerca della Doxa negli ultimi cinque anni, che corrispondono al pontificato di Francesco, il numero di fedeli cattolici in Italia è crollato di quasi otto punti percentuali,ma papa Bergoglio non sembra preoccupato di questa catastrofe spirituale (anzi, continua a colpire duramente gli ordini religiosi più ferventi e con più vocazioni cosicché si aggraverà tale crollo).
Ciò che lo preoccupa sembra essere il crollo del numero di migranti da quando al Viminale è arrivato Matteo Salvini, il quale peraltro sottolinea che la fine di questo illecito traffico di esseri umani (perché solo di questo trattasi, ma sua Santità in merito tace), significa il quasi azzeramento del numero di morti nel Mediterraneo.
Per sua Santià i migranti rappresentano una specie di dogma di una nuova religione sociale, modello Teologia della liberazione. Con lui il cattolicesimo pare progressivamente sostituito da una religione globalista, comunisteggiante, tutta mondana, politically correct, non soprannaturale, tanto che nei giorni scorsi (sul tema dei rom) Bergoglio ha meritato addirittura un tweet di entusiastico appoggio da George Soros in persona.
C’ è chi lo ha definito «il Vescovo di Rom», anziché «il Vescovo di Roma». Ma anche «Vescovo di Romadan». Infatti i musulmani sono così felici di questo smantellamento del cattolicesimo che gli hanno dedicato il Ramadam.
Bergoglio raccoglie dunque il plauso di laicisti, islamici, comunisti, atei, miscredenti e mangiapreti. Mentre i cattolici, sconcertati, sempre più spesso decidono di avversare pubblicamente la politica bergogliana proprio sul suo dogma fondamentale: l’ immigrazione. È accaduto, in Italia, con le elezioni europee del 26 maggio, per le quali papa Bergoglio si era così ostinatamente schierato contro Matteo Salvini da essere indicato dalla Sinistra come suo simbolo e leader. Proprio in queste elezioni si è avuto il boom del voto dei cattolici per la Lega, diventato il primo partito dei cattolici italiani.
E il loro consenso a Salvini è cresciuto enormemente negli ultimi mesi, in concomitanza con la sua demonizzazione da parte dei media bergogliani.
Sua Santità afferma: Natale, più che l’Incarnazione di Dio, è diventato la festa del «Gesù migrante» (mai stato migrante).
Pasqua, più che la resurrezione di Cristo, celebra oggi la pace nel mondo e l’ accoglienza del migrante.
La chiesa strumentalizza la nascita e la morte di Cristo per fini politici, incredibile! tanto che molti preti cominciano ad interrogarsi.
Sua Santità ha preso a pretesto anche la Pentecoste per far scrivere una “Lettera ai fedeli”: proclamare in tutte le chiese l’accoglienza ai sedicenti “profughi”.
Anche la solennità di Pentecoste diventa occasione per fare politica, anziché parlare di Cristo.
Stimatissimo Augusto! una Chiesa ridotta ad una Onlus… sono molto triste e deluso, Il Cielo ci perdonerà questa blasfemia?
La Chiesa, in questi due millenni, ha resistito ad ogni tipo di violenza interna ed esterna ad essa. Bergoglio passerà, il Cielo come sempre perdonerà e ai tipi che oggi sostengono questo superficialissimo criterio di lettura del Vangelo forse avrà la pazienza di spiegare in che cosa consiste il peccato di Superbia. Ma essi non lo capiranno.