PALERMO – “Hanno spennato e ferito un pappagallo raro”. L’ultima puntata delle telenovela è raccontata nelle poche pagine di un esposto. La “guerra degli uccelli” di Palazzo d’Orleans non è ancora finita. E si combatte ancora, tra le carte dei tribunali e i viali dello storico parco della Regione. L’ultima denuncia è quella sporta da Nicola Lauricella, titolare della società che ha gestito lo splendido giardino di piazza Indipendenza. Quella querela racconta di un presunto maltrattamento a una coppia di Cacatua sulphurea citrinocristata. “Uccelli di mia proprietà – attacca Lauricella – su cui hanno messo le mani i funzionari della Regione. E non possono farlo. La legge dispone che quegli animali possono essere toccati solo dal proprietario o dal veterinario delegato”.
Lo spostamento degli uccelli è avvenuto il 10 settembre ed è il frutto come detto di un braccio di ferro che va avanti ormai da anni. Una decisione messa nero su bianco dal Segretario generale della Regione Patrizia Monterosso, nonostante una sentenza del Tar ordinasse un’altra cosa. “Nella giornata del 10 settembre 2015 alle ore 8.30 sarà dato seguito alle operazioni di spostamento dei volatili presenti all’interno della villa”, scrive Patrizia Monterosso in una sua ordinanza. Un trasloco, scrive la dirigente, “finalizzato a dare una collocazione compatibile con le esigenze ambientali e di familiarità degli stessi, mirate all’ottimizzazione del benessere animale”.
In questi due anni, del resto, si è combattuta una vera e propria guerra di carte. Dapprima per riconoscere la “proprietà degli uccelli”. Di chi sono quei volatili? Della Regione o dei privati? Crocetta aveva infatti inizialmente rivendicato: “Quegli uccelli appartengono a Palazzo d’Orleans”. Dichiarazioni che spinsero il privato a presentare una denuncia in sede civile. La Regione, allora, ci ripenserà, ammettendo che i volatili sono di proprietà dei Lauricella. Almeno la stragrande maggioranza (855 su 1077) di quegli animali presenti nella struttura.
A quel punto, al governo Crocetta non restava che provare a sfrattare privati e animali. Così, il 3 aprile scorso ecco una nuova ordinanza firmata sempre da Patrizia Monterosso, con la quale veniva intimato alla ditta Lauricella “di lasciare libere da animali e cose le voliere e l’area servizi del Parco”. In caso contrario, ribadiva la Monterosso, il trasferimento sarebbe stato compiuto in maniera “coattiva”. E sui tentativi della Regione di sfrattare ditta e volatili è anche stato aperto un fascicolo della Procura contro “ignoti”, dopo l’esposto presentato dai privati.
Nel frattempo i Lauricella hanno pure cercato un’altra sistemazione per gli uccelli. Con una nota, inviata al rettore Lagalla, infatti, si erano detti disponibili a donare i volatili all’Università. Ma a quella proposta non seguì nessun atto concreto. Intanto andava avanti la battaglia legale, col ricorso presentato dai privati contro l’ordinanza della Monterosso che intimava lo sgombero entro trenta giorni. Un ricorso che verrà accolto dal Tar a fine luglio. I giudici amministrativi, hanno affermato l’inadeguatezza del termine di 30 giorni per lo sgombero da parte dei Lauricella dei volatili, ma soprattutto hanno richiesto alla Regione di stilare un piano dettagliato per procedere con lo sgombero. In pratica, i Lauricella devono lasciare Parco d’Orleans insieme agli animali. Ma per garantire la salute degli animali stessi, il trasferimento deve avvenire secondo dei passi “da compiersi prima e durante il trasferimento”, scrivono i giudici. Che fissano anche un termine di sessanta giorni a carico dell’amministrazione regionale per presentare questo piano dettagliato, rimandando al marzo del 2016 la trattazione nel merito della vicenda. Del resto, non esiste ancora una classificazione tramite microchip dei volatili, e alcuni di questi animali sono in cova o in quarantena.
Una ordinanza, quella del Tar, che sarebbe stata ignorata dalla Regione. “Il signor Lauricella – spiega uno dei suoi legali, l’avvocato Pietro Maniscalco Basile – non ha ancora ricevuto da parte della pubblica amministrazione alcuna comunicazione, né alcuna indicazione su come andrà compiuto lo sgombero”. Secondo gli avvocati, insomma, la Segreteria generale non ha ottemperato a quanto imposto dalla sentenza del Tar. Non basterebbero insomma quelle quattro righe righe dei primi di settembre. Alle otto e trenta del 10 settembre è scattata la strana, incredibile migrazione degli uccelli di Palazzo d’Orleans. Due anni dopo l’annuncio del presidente. Tra accuse e nuovi veleni.

