I pescherecci sequestrati in Egitto |Caragliano: "Equipaggi rilasciati" - Live Sicilia

I pescherecci sequestrati in Egitto |Caragliano: “Equipaggi rilasciati”

Si tratta dei pescherecci Johnatan di Riposto e Albachiara di Siracusa. Parlano la moglie e la figlia dell'armatore Condorelli

lieto fine
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CATANIA- Starebbero per essere rilasciati gli equipaggi dei pescherecci sequestrati dalle autorità egiziane mentre operavano lungo una tratta commerciale in acque internazionali. A rivelarlo a LiveSicilia è Fabio Micalizzi, presidente dei pescatori marittimi professionali siciliani, che è in stretto contattoo con Roberto Sudano, componente dell’equipaggio di Albachiara. Gli egiziani, tratterranno tutto il pescato delle imbarcazioni siciliane, un “abuso”, secondo Micalizzi.

La notizia è stata ufficializzata anche dal comune di Riposto. Ecco la nota.

Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda dei due pescherecci siciliani fermati ieri sera a largo delle coste egiziane e condotte al porto di Alessandria d’Egitto per accertamenti. “Gli equipaggi, poco dopo le 16, sono stati rilasciati – afferma il sindaco Caragliano – ho avuto piena conferma dal comandante della Jonathan, il ripostese Pasquale Condorelli – che hanno lasciato poco fa il porto e stanno adesso riprendendo la battuta di pesca. Nessuna sanzione è stata inflitta loro dall’ autorità egiziane che ha invece sequestrato il pescato. Non posso che ringraziare tutti coloro i quali si sono prodigati in questa vicenda, particolarmente delicata e che ci ha fatto stare in apprensione; un grazie lo rivolgo alla Farnesina con la quale è stata subito avviata una interlocuzione e che ha condotto le mediazioni.

Determinante il contributo fornito dall’Ambasciata al Cairo, il Console d’Egitto, i nostri ministeri Esteri e Agricoltura e il presidente della Regione Rosario Crocetta con il suo staff che ha fornito un valido contributo perchè questa vicenda si concludesse felicemente e nel modo più rapido.

Un plauso particolare lo rivolgo soprattutto al dott. Sami Ben Abdelalai, esperto della presidenza della Regione per i rapporti con i Paesi del Mediterraneo e del mondo arabo e dell’Africa che, nelle fasi più delicate, è riuscito, grazie alla sua opera mediatrice, a sbloccare l’impasse”.

IDue pescherecci sono stati sequestrati dalle autorità egiziane. Si tratta del Johnatan di Riposto, di proprietà di Pasquale Condorelli e dell’Albachiara di Siracusa. La notizia è stata confermata a Livesicilia da Fabio Micalizzi, presidente dell’associazione siciliana dei pescatori marittimi professionali. “Si tratta di un abuso -spiega Micalizzi- i pescherecci si trovavano a 40miglia dalle coste egiziane e non c’era alcun motivo per procedere al sequestro delle imbarcazioni”.

“Le barche si trovavano in acque internazionali lungo un tratto di mare percorso dalle navi commerciali -aggiunge Micalizzi- lo provano i blue box, cioè le scatole nere delle barche che costantemente comunicano la posizione dei pescherecci”. Apprensione ad Acireale e a Siracusa, dove le imbarcazioni, di grande stazza, rappresentano un punto di riferimento della pesca professionale. L’allarme è scattato e Micalizzi si sta attivando per contattare, insieme ai famigliari, i rappresentanti delle istituzioni. Il sindaco di Riposto Enzo Caragliano è in contatto con la Farnesina. Il Gabinetto del presidente della Regione è in contatto con l’autorità egiziana e la Farnesina.

Secondo il presidente dei pescatori marittimi professionali, i componenti dell’equipaggio di Albachiara lo avrebbero contatto per riferire che “nessuno del consolato e nessun rappresentante dello Stato italiano e della Regione” li avrebbero contatti. “Si sentono abbandonati dalle istituzioni”, denuncia Micalizzi.

“Palazzo d’Orleans intervenga immediatamente presso Il Cairo chiedendo la liberazione dei pescherecci ‘Jonathan’ di Riposto e ‘Alba chiara’ di Siracusa, sequestrati dalle autorità egiziane mentre erano impegnati in una battuta di pesca in acque internazionali. Nelle prossime ore presenteremo in tal senso una mozione all’Ars, per impegnare il governo regionale ad agire con la necessaria determinazione. Sulle due imbarcazioni lavorano tredici pescatori, che devono fare prima possibile ritorno a casa sui loro mezzi”, lo dichiarano l’on. Marco Falcone, capogruppo azzurro all’Ars e il vice presidente di Forza Italia regione Sicilia Edy Bandiera.

“Non appena appresa la notizia del sequestro da parte delle autorità egiziane dei due motopescherecci siciliani ho immediatamente contattato la Farnesina per avere il quadro di ciò che è accaduto ma soprattutto per conoscere le strategie in atto per il rilascio immediato degli equipaggi”. Così l’On. Sofia Amoddio, deputato nazionale del PD. “L’ufficio tutela italiani all’estero, ed in particolare la sezione politica ha rassicurato sui contatti continui tra Farnesina, Ambasciata italiana e autorità egiziane”. “Dalle prime informazioni che ho potuto recuperare, pare che i pescherecci si trovassero all’interno di quella che viene definita zona economica esclusiva”. “Da qui le rivendicazioni legate alla pesca in quel tratto di mare”. “Il Governo ha attuato tutti i suoi canali diplomatici. Il Ministro dell’agricoltura Maurizio Martina, si trova già al Cairo per missione istituzionale e si sta adoperando per acquisire altre informazioni e chiedere il rilascio immediato dei membri dell’equipaggio”. “Dalle informazioni trapelate, gli uomini degli equipaggi starebbero tutti bene”. “Tengo a precisare che non si tratta quindi di un problema politico legato ai fenomeni migratori, ne tantomeno a un atto di terrorismo internazionale”.

Intanto, Antonio Di Giovanni, assessore al Mare del Comune di Riposto del Megafono, replica al comunicato di Marco Falcone precisando che “il presidente della Regione Rosario Crocetta si è mosso pochi istanti dopo aver appreso la notizia del sequestro dei pescherecci, con la Farnesina, le autorità italiane in Egitto ed è in stretto contatto, attraverso il suo Gabinetto, con il sindaco di Riposto Enzo Caragliano e con le famiglie”.

 


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Commenti

    quanti difensori della pesca . . . non si perde occasione per andare sulla notizia

    Questo è il giusto riconoscimento di tutta questa gentaglia che viene accolta nel nostro paese con i guanti gialli. .Grazie politici,grazie buonisti,grazie sfruttarori di ogni ordine estrapolazione e grado.

    Tutto ciò mentre le nostre navi raccolgono profughi anche egiziani nel mediterraneo. Sono bravissimi ad individuare chi si intrufola di pochi metri nelle loro acque, ma completamente ciechi quando migliaia di clandestini solcano le loro acque verso l’Italia.
    Volere vedere che adesso ci toccherà pagare anche un riscatto? (scusate, volevo dire ammenda). Ormai siamo i pulcinella di tutto il vecchio continente.

    @ pippo mi scusi: ma lei cos’è tunisino,libico.egiziano,siriano ecc. ecc.: se ne torni al suo paese ; qui siamo italiani e difendiamo gli italiani.

    Sono un grande appassionato di mare e di pesca. Colgo con molto dispiacere le notizie che riguardano i due pescherecci italini sequestrati dalle autorità egiziane e sono assolutamente d’accordo sull impellente necessità che si ripristini al piu presto il rispetto per le leggi internazionali che nella circostanza sembrano rispettte dai ns. Mi permetto invece di dissentire con il Sig. Micalizzi quando afferma che ai pescatori sportivi “TUTTO E’ CONCESSO…”. E’ esttamente il contrario : sui diportisti ricadono moltissime limitazioni, alcune condivisibili altre meno. Ma che dire del fatto che la quota pescabile di tonni si esaurisce entro la prima settimana di apertura della pesca? E di tutte le “porcherie” che in nome – sacrosanto – del “lavoro” vengono perpetrate dai professionisti? I danni che possono arrecare i diportisti, anche i più indisciplinati, sono ben poca cosa in rapporto a quelli che d’abitudine arrecano i professionisti al mare godendo spesso della compiacenza delle autorità. SIATE ONESTI!
    forse un fermo generale di 5 anni gioverebbe al mare e consentirebbe di riscrivere regole ormai obsolete. MEDITATE, GENTE, MEDITATE!

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