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Nel mondo c'è gente.. E gente!
Sindaco, non se ne incarichi. Se pure domani andrà a buca la colpa sarà del traffico, troppo traffico impedisce di raggiungere Palazzo Comitini: “Un traffico tentacolare, vorticoso, una piaga che diffama Palermo”.
Gelide in inverno, bollenti in estate, la soluzione? Statevene a casa o andate a scuola dai privati
il nostro sindaco sta negoziando una sedia a Roma, non lontano dal banco di Schifani
Ma mettetevi a lavorare non se ne può più di questa assemblea di lavativi o peggio


Per i piromani non il carcere che in Italia equivale a trascorrere un periodo di riposo che non porta ad alcun pentimento ma la confisca immediata di tutti i loro beni e vedrete che la finiranno.
Se li prendono la pena e’ l’ obbligo di firma giornaliera in caserma o gli arresti domiciliari, non l’ ergastolo.Gaspare Barraco.Marsala.
Concordo con Francesco vanno solo colpiti nelle loro tasche con la confisca totale dei beni, è gente abituata al carcere del quale se ne fanno un baffo.
I Canadair:
pagati a numero di lanci.
Risultato:
Un lancio su dieci va a segno.
Gli altri…..
Nel frattempo l’incendio indisturbato pricede
Criminalità organizzata. 41bis e confisca dei beni vanno bene. Il problema è cogliere i colpevoli sul fatto. I piromani sono mafiosi
Tutte le inerzie e la impreparazione della protezione civile siciliana si vedono tutte. Per non parlare della forestale con operai mandati allo sbaraglio senza mezzi e altro. Peggio dell’ era Crocetta.
Bisogna inasprire le pene per questi gravissimi reati ed iniziare ad INDAGARE seriamente sul fenomeno che non può essere relegato all’opera di soli piromani !
La riforma della Forestale? Tornare com’era prima di distruggerla!
Colpire i piromani? Sì ma bisogna arrestare i mandanti!
Ogni anno le stesse notizie. Politici e dirigenti totalmente incapaci.
Tra poco sentiremo le solite notizie delle alluvioni.
A chi interessa dare fuoco ? Rispondete a questa domanda è, probabilmente, si trova chi dà fuoco…
Mentre il ruolo della vecchia mafia pastorale si è aggiornato, sviluppato e infiltrato nel territorio regionale fruttando a Cosa nostra un affare di tre miliardi di euro nell’ultimo decennio, gli incendi al patrimonio forestale continuano e si ripetono puntualmente tutti gli estati sempre più incontrastati e incontrollati. Dal libro del presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, pubblicato nel 2019 si possono trarre utili indicazioni e nuovi protocolli di legalità per il rilancio della nostra vocazione agricola e il corretto l’utilizzo dei fondi europei in questo settore vitale. A patto, naturalmente, di tenere lontani i boss e la viltà di alcuni pubblici funzionari.
Fino a quando non si deciderà di eliminare la mafia e le loro affiliazioni politiche non cambierà mai nulla.
Chi ha interessi in questo inferno? A chi interessa bruciare ettari di bosco? Le emergenze drenano fondi e “interventi urgenti”. Anni di lavoro assicurato. Non si penserà che c’è una epidemia di follia in giro…Se non mandano a casa il 100% dei forestali, non se ne esce.
Gli operai forestali non sono pagati ad intervento …..prendono gli stessi soldi se stanno comodamente seduti in postazione.