Il cardinale Angelo Bagnasco | al Pontificale del 5 febbraio - Live Sicilia

Il cardinale Angelo Bagnasco | al Pontificale del 5 febbraio

Presentato, quest'oggi, il programma dei festeggiamenti agatini. L'arcivescovo Gristina: "Lanciamo un forte messaggio ai giovani"; il sindaco Bianco: "Porteremo la festa all'Expo 2015".

La festa di Sant'Agata
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CATANIA. Sarà il cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova e Presidente della CEI, a presiedere nella mattina del 5 febbraio il Pontificale di Sant’Agata. E’ questa la novità probabilmente più importante legata ai prossimi festeggiamenti in onore della Santa Patrona del capoluogo etneo. La presentazione del calendario che scandirà le giornate agatine è stato presentato, stamane, in arcivescovado. All’interno di un Salone dei vescovi gremito dalle massime autorità civili e militari è toccato a Sua Eccellenza Monsignor Salvatore Gristina ed al sindaco Enzo Bianco raccontare i motivi di una ricorrenza che è certamente più che una semplice festa. Accanto a loro, il parroco della Cattedrale, Barbaro Scionti ed il presidente del Comitato, Luigi Maina.

LE PAROLE DI MONSIGNOR GRISTINA. “Vogliamo sottolineare che è tutta la città che si prepara: ciascuno con la propria competenza. Questa è la festa di tutti. Ogni anno abbiamo cercato di inquadrare la festa di Sant’Agata nel contesto più opportuno: l’anno scorso abbiamo evidenziato la celebrazione dell’anno della fede; e quest’anno proseguiamo in quella che è la scia della conferenza episcopale secondo il principio dell’educazione buona del Vangelo. Ed Agata, in questo senso, è un modello per tutti noi. Evidenzio anche alcuni punti. Anzitutto, sono lieto di annunciare che le associazioni agatine promuoveranno iniziative per stimolare le coscienze dei giovani attraverso forti momenti di evangelizzazione e aggregazione. E poi, la solidarietà e la carità. Vogliamo privilegiare gli oratori per inserire al meglio gli immigrati e favorirne l’integrazione. Non possiamo restare indifferenti”.

BIANCO: “PORTIAMO LA FESTA ALL’EXPO 2015”. “E’ difficile spiegare a chi non ha mai visto la festa di Sant’Agata cosa rappresenta questa festa per tutti i catanesi. È uno degli elementi che unificano l’identità della nostra città. Provo una enorme emozione a tornare ad essere sindaco ed avere il privilegio di occuparmi nuovamente della festa. Sarà una festa sobria, così come lo richiede il momento attuale, ma sarà anche intensa perché, comunque, i catanesi hanno il diritto di sentirsi pienamente coinvolti e gioiosi. Sono sicuro che il nuovo Prefetto ci aiuterà nelle questioni legate alla sicurezza così come aveva già fatto il suo predecessore. Sarà una festa che parlerà al cuore della città e che avrà anche il compito di fare da promozione. Stiamo lavorando affinché all’Expo di Milano del 2015 arrivi anche la festa di Sant’Agata. Una delle più grandi feste cristiane nel mondo”.


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Commenti

    Non prendiamoci in giro: se è vero che è la terza festa religiosa nel mondo, dovrebbe presenziare il PAPA che sta a 1 h di volo, piuttosto che mandare un cardinale “prestigioso” a porgere il suo saluto come se fossimo dall’altra parte del mondo.

    E se non è così vuol dire che terza festa religiosa al mondo non lo è affatto, oppure che la Chiesa, anche essa, ci trascura in quanto città invisibile.

    Terza cosa: Catania deve essere sede Cardinalizia, non ne possiamo piu’ di arcivescovi ….comq gli ultimi due, lo dico da non cattolico, ma interessato ad ascoltare parole di uomini di cultura quali molte eminenze italiane sono di certo.

    Buongiorno Roberto. Le graduatorie non mi entusiasmano, e comunque, a quanto pare, non siamo i primi. Non mi risulta che la distanza, al giorno d’oggi, sia un problema per il Pontefice né che lo stesso usi partecipare alle due feste che sono considerate più importanti della nostra. Evidentemente il fatto che non sei cattolico ti porta a confondere il ruolo e la figura del Santo Padre con quello di un parroco di campagna. La chiesa di Catania è in cammino, accontentiamoci di una pur degna presenza! Per un attimo voglio accettare la tua provocazione e farti qualche domanda: cosa significa non poterne più di un arcivescovo e volere un cardinale per Catania? Sei sicuro che siamo già pronti e meritiamo di accogliere il Papa alla nostra festa? Dopo il Papa a chi pensi di invitare di più importante? In ultimo, visto che non sei cattolico, qual’ è il tuo interesse per la festa di S.Agata?

    Carlo, mi piace questo confronto.

    Ti rispondo punto per punto: se è vero come credo sia vero, che la festa di Sant’Agata sia la festa patronale piu’ partecipata d’Italia e d’Europa, mi concederai che sia molto strano che nessun pontefice vi abbia mai partecipato. Non ogni anno per carità….ma credo che qualche volta dovrebbe capitare, e sarebbe dovuto capitare. E invece non è mai capitato. Quest’anno per la prima volta dopo almeno 30 anni abbiamo un pontefice in buona salute e senza problemi particolari di spostamento, quindi posso auspicare che questo avvenga a breve…

    Riguardo la questione degli arcivescovi NON cardinali: mi baso sulla mia esperienza diretta: ho conosciuto gli ultimi due arcivescovi di Catania: Bommarito e Gristina: non li reputo persone all’altezza della mia città, dal punto di vista dello spessore culturale, della capacità di comunicare a tutti, cattolici e non, e dal punto di vista del prestigio personale.

    Credo inoltre che a livello puramente numerico, Catania è l’unica grande città in italia a non essere sede cardinalizia, a non essere capoluogo regionale, e questo dovrebbe fare quantomeno porre la questione.

    Per quanto riguarda il mio interesse per la Festa…beh il discorso è molto lungo…mettiamola così: credo che qualunque momento di festa sia da rispettare e sia utile per un popolo, credo che sia un momento di comunione e di appartenenza di cui ogni città ha bisogno, credo che sia uno spettacolo entusiasmante a cui assistere e partecipare, e credo che dal punto di vista turistico e culturale sia un’occasione formidabile per la città.

    per questo vorrei che fosse rinomata tanto quanto meriterebbe, e la provocazione sulla presenza del papa va in questa direzione.

    Ti cito le parole di Bertone lo scorso anno durante il pontificale: “ho raccontato al santo padre questa festa, gli ho raccontato quanto è appassionata la partecipazione del popolo catanese”.

    Lì tutti ad applaudire….e io a Casa pensando: “ma come, il papa non sa che a 600 km da dove risiede c’è la festa patronale piu’ importante d’Italia? c’è bisogno che qualcuno gliela racconti??????” ASSURDO…. o NO? 🙂

    Sull’opportunità che il Papa partecipi in prima persona alle feste patronali ho delle forti riserve. Certamente la città di Catania sarebbe molto onorata se si verificasse ciò che in tanti secoli non è mai avvenuto, però riesco a stare con i piedi per terra riponendo nel libro dei sogni la speranza che un giorno possa accadere. Ma questo lo dico da cattolico praticante (“scarso”!) non ne faccio certo un problema di promozione dell’immagine della città. Magari i palermitani accetterebbero la cosa, visto che nei secoli passati hanno fatto carte false nel tentativo di dimostrare che S. Agata è nata a Palermo, ma pensa per un momento la faccia dei napoletani quando venissero a sapere che il Papa preferisce S. Agata a San Gennaro e così via per tutte le altre comunità che festeggiano il Santo Patrono. Come Padre di tutti il Papa dovrebbe stare con la valigia in mano per non scontentare nessuno anziché dedicare il suo tempo alle cose del “Principale”. Ti ricordo comunque che Giovanni Paolo II, che fra qualche mese sarà proclamato Santo, ci ha già fatto il grande regalo di venire a trovarci e di appellarci “concittadini di Agata” e chissà se anche Papa Francesco un giorno lo farà! Il fatto che il Cardinal Bertone abbia raccontato al Pontefice quanto sia appassionata la partecipazione del popolo catanese alla festa mi sa tanto di resoconto, rispetto ad una preoccupazione Paterna, piuttosto che altro. Non accampiamo meriti dove non ci sono!
    Sul tuo giudizio nei confronti delle LL.EE. Bommarito e Gristina, immagino che con entrambi hai avuto modo di confrontarti personalmente ricavandone un’impressione negativa su tutti i fronti. Personalmente penso che hanno gestito un territorio difficile e come Pastori del Gregge del Signore non credo proprio si possa dire male di loro. Magari non sono paragonabili al Beato Dusmet (a proposito lo sai che era cardinale e come lui nel passato Catania ha avuto altri cardinali?) ma hanno fatto del loro meglio per trasmettere il messaggio di Cristo. Come uomini di cultura non posso esprimere un giudizio perché non sono in grado di farlo. Vorrà dire che mi fiderò del tuo. Per quanto riguarda “l’altezza” della città di Catania sono fiero ma non mi allargo troppo, già che sono in sovrappeso potrebbe anche finirmi male! Vorrei che tu valutassi il fatto che la maggior parte dei nostri concittadini sono convinti che per usare correttamente il cassonetto dell’umido si deve bagnare la spazzatura prima di buttarcela dentro! Quanto al prestigio personale è materia difficile e nel futuro lo diventerà sempre di più a mano di Papa Francesco che, per esempio, sta demolendo “i segnali del principe”. Non mi è calato per niente il fatto che, appena eletto, sia andato personalmente a saldare il conto dell’albergo in abito bianco e con un borsone nero in mano! L’umiltà è una cosa bellissima ma non bisogna correre il rischio che qualcuno la interpreti come ostentazione della stessa.
    La capacità di comunicare è un dono che non tutti hanno. Ti racconto un fatto accadutomi qualche festa addietro. Mi trovavo con mia moglie sul sagrato della Cattedrale, circondato dalla folla, e allungavo lo sguardo verso l’altare. Mia moglie mi dice “guarda, c’è Bianco”; io mi alzo sulle punte e chiedo “dov’è?”; lei mi tocca il braccio e dice “qua”! Mi giro e vedo l’ex sindaco che mi guarda sorridendo. L’appello “senatore” e ci stringiamo la mano. Evidentemente aveva sentito l’alert di mia moglie e si è fermato per darmi un segnale, a me anonimo cittadino. Nel tempo mi è capitato più volte di incrociare l’avv. Stancanelli in via Etnea, ma ho sempre avuto l’impressione di essere considerato trasparente. Nel commentare la sua mancata riconferma egli stesso ha detto di non essere stato in grado di comunicare alla gente le cose buone che aveva fatto. Sono convinto che abbia lavorato intensamente per Catania e che, forse, dopo la trombatura, abbia finalmente capito qual è stato il suo problema. Il dramma di chi sa parlare molto bene ma non sa comunicare! Ebbene, la mancanza di comunicazione che attribuisci a Mons. Bommarito non ha veramente fondamento; non ce l’ha nemmeno per S.E. Gristina dell’ultimo periodo; posso convenire con te sul fatto che nei primi anni stava più sulle sue ma ora è perfettamente evidente la sua qualità di Pastore partecipe e sollecito. Giusto una decina di giorni fa ho sognato S. Agata, a figura intera e senza gioielli né corona, che girava in una casa con i pavimenti di terracotta e mentre si muoveva lamentava il fatto che gli mancava un braccialetto d’oro. Nel sogno consideravo fra me e me come facesse ad essersene accorta vista la gran massa di gioielli che possedeva. Incrociandomi mi ha detto di riferire all’Arcivescovo “che rimanesse al suo posto”. Come se ciò dipendesse dalla volontà di Mons. Gristina! Intepretando il sogno, mi sto convincendo che le cose preziose che mancano a S. Agata siano le persone che la pensano come te e, chissà, magari il “braccialetto d’oro” che cercava sei proprio tu!

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